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30 November 2005

Ancora fosforo ?
(More phosphorus ?)

Importante nuovo documento di rainews24 a supporto delle sue tesi sul fosforo bianco: "NY Times condanna uso del fosforo bianco" (banner su rai3 stamattina alle 7). Ah beh, allora... (Per dire, come se su ABC o CNN passasse un banner tipo "La Repubblica condemns the use of WP". Si parva licet componere magnis, naturalmente.)

UPDATE 1: vedetevi questo di Italian version, scientifico come si deve.

UPDATE 2: I Polli Ispirati ci da' la fonte originale dell' "importante" documento di cui sopra qui

UPDATE 3: Parbleu, un altro must.
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An important new document from rainews24 supporting its WP thesis: "NY Times condemns the use of WP" (a news banner on rai3 tv at 7 am CET). Oh well... (Like, suppose ABC or CNN had a banner saying "La Repubblica condemns use of WP". Si parva licet componere magnis, of course.)

UPDATE 1: have a look at this by Italian version, scientific as one should be.

UPDATE 2: I Polli Ispirati gives us a direct view on the "important" rainews24 document above: here.

UPDATE 3: Parbleu, another must.

Hamtaro/2

A proposito di un post precedente ("sospetto […] che Hamtaro sia la pronuncia giapponese di 'hamster', alias criceto (Cricetus cricetus). Me lo conferma Buroggu..." -- dove intendevo dire che prendevo a mio rischio il nome di quel blog come conferma), Buroggu mi fa notare che mi sbagliavo:

Hamtaro è un nome composto di due parti: "ham" da "hamster" e "taro", che è un suffisso comune per i nomi maschili (per esempio molti appassionati di manga conosceranno un personaggio chiamato Jotaro). È un po' come se noi chiamassimo un topo Topaolo, un misto di "topo" e "paolo". Per la cronaca, hamster in giapponese si scrive ハムスター, che traslitterato è "hamusutaa". Ma[...] le due "u" nel mezzo quasi non si sentono, e diventa quindi un: hamstaa.

Errore, spero, perdonabile considerando la mia scarsa affinita' con il giapponese. Grazie della precisazione !

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Concerning a previous post ("[...] Hamtaro must be the Japanese pronunciation of ‘hamster’ (Cricetus cricetus). An italian-japanese blog, Buroggu, confirms that [...]" -- whereby I meant I was taking at my own risk that blog's name as a proof), Buroggu points out I was wrong:

Hamtaro is a two-part name: "ham" from hamster and "taro" a common suffix of masculine names [...]. Hamster in Japanese [...would sound...]: hamstaa.

A forgivable mistake, I hope, given my modest affinity to Japanese. Thanks for the correction !

28 November 2005

Finkielkraut: una abiura ? Bah !

Ho tradotto (qui) l'intervista di Alain Finkielkraut ad Haaretz. Il Foglio di sabato riporta che F. si e' scusato pubblicamente dopo essere stato, tra l'altro, minacciato di azioni legali dagli stessi che hanno denunciato Houllebecq e Fallaci : “Presento le mie scuse a quanti sono stati feriti da quel personaggio che non sono io”, in un’intervista al Europe 1. E ha aggiunto “Ho imparato la lezione: non rilasciare più interviste perlomeno a quei giornali di cui non posso controllare il destino e la traduzione”. Spero che, anche dalla mia imperfetta traduzione dall'inglese, a sua volta traduzione di una conversazione, verosimilmente, in francese, i lettori possano valutare da soli che, dettagli a parte, il tono generale dell'intervista lasciava pochi dubbi. Comunque, of course, ognuno puo' smentire se stesso come vuole.

UPDATE: link da Libero pensiero alla traduzione.

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I have translated into Italian (here) the interview by Alain Finkielkraut on Haaretz a few days ago (you find it here). It appears that F. made a public apology such as “I present my excuses to those who have been hurt by that character [as it transpires from the interview, - my note], who I am not.”, in an interview on Europe 1. He adds “I learnt my lesson: never committ to inteviews, at least to those journals whose destination and translation I cannot control.” I hope that from my imperfect translation of the english version, which is probably itself a translation of a conversation in french, the readers can judge for themselves that the general tone of the interview left little room to misunderstanding. But then again, of course, each of us can contradict him/herself as he/she pleases.

Solo antipatici ? Non e' questo il punto.

Sto leggendo "Perche' siamo antipatici" di Luca Ricolfi. Preso letteralmente, come espresso nel titolo e nell'introduzione, il punto e', all'incirca: un elettore di cdx non votera' csx per pura e semplice, e ben fondata, antipatia, perche' la sinistra ha il complesso del migliore. All'incirca. Ricolfi stesso, nel seguito, e' molto piu' analitico, e identifica i motivi di potenziale antipatia - ora in senso lato - anche nella litigiosita', nello strepito invariabile che segue ogni iniziativa, anche ragionevole o condivisibile, del governo, nell'antiberlusconismo manierato che fa da collante, quasi sempre su base personale ("a me B. sta sul k."), alla sinistra allargata, e al carattere esclusivo della sinistra ('gli "altri" sono "dall'altra parte", sono nemici: la sinistra e' "esclusiva"; invece il cdx e' inclusivo, cerca, almeno nella sua versione berlusconiana, di attrarre gli "altri" al suo interno, e con intenti di integrazione: non e' chiaro che cosi' possa continuare se per esempio si passa a un cdx casiniano o finiano; per questo B., per quanto possa non essere sempre simpatico, e' un unicum interessante).

In effetti, volevo dire, non e' solo antipatia. E' spesso, e piu' gravemente, questione di metodo e di principio. Metodo: cito solo un esempio che ho sotto il naso: l'annunciato smantellamento della base USA di La Maddalena (sull'argomento vedi Mario Sechi ). Sardisti e dintorni l'hanno chiesta per decenni e nessuno c'e' riuscito finora, anche dopo la fine della guerra fredda e quindi, teoricamente, dei motivi cogenti per avere una base proprio li'. Beh, il Sardegna, il giornale che aspira a orbare la Nuova (Sardegna) del titolo di "Repubblichetta dell'Isola" (nel senso di Rep. il giornale), titola qualcosa come "USA in ritirata dalla Maddalena", trionfalistico come se fosse una sconfitta dei plutoimperialisti che si ritirano durante la battaglia di Falluja inseguiti da fantasmi di fosforo bianco. Se non bastasse Fassino annuncia, wow, che nel programma di csx ci sara' lo smantellamento delle base, cioe' una cosa gia' fatta da questo governo.

E ora il principio: non e' questione di antipatia, ma proprio delle cose che vengono dette: sul Foglio di sabato c'e' un interessante report sui suggerimenti di un gruppo di lavoro di importanti soloni di Governareper di Parisi, il think tank del programma di Prodi. Si dice, fra molte altre cose, una davvero fantastica:

In una prospettiva più ampia è dato persino osservare, giacché il core business dell’attuale presidente del Consiglio è la pubblicità e tale settore è per certi aspetti anticiclico (in tempi di crisi e di crollo della domanda, le altre imprese tagliano tutte le voci di spesa ma aumentano proprio quella pubblicitaria), che egli si arricchisce sempre più a mano a mano che s’impoverisce il paese; addirittura si capisce financo perché la sua politica economica sia orientata a favorire non lo sviluppo, ma la recessione.


Confessero' di aver apprezzato spesso il governo di csx 96-01, per cui non avevo votato; per esempio, l'intervento in Kossovo. E spesso mi sono arrabbiato per cose fatte da questo governo, per esempio l'ultima terrificante legge Moratti sullo stato giuridico dei docenti (in effetti, a ben vedere, risultato di lobbying trasversale che la Moratti si e' bevuta alla grande -- spero di aver tempo di parlarne) e la mancata destrutturazione della riforma universitaria berlingueriana; e dal primo Berlusconi: la abolizione degli esami di riparazione. (Noto en passant che una costante del moto dei governi di ambo i colori e' la tendenza a conservare e confermare le idiozie principali fatte dal precedente, come negli esempi che menzionavo.) Ma una dichiarazione di principio come quella sopra, a indicazione dei principi ispiratori della politica di sinistra, e le altre dozzine di statements simili, tende ad essere convincente - in senso contrario - anche per un eventuale dubbioso.

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English version coming up soon.

25 November 2005

Fosforo bianco a Falluja
(White phosphorus in Falluja)

Ne hanno parlato tutti: io vi dico solo di leggere Wellington (armandosi di tempo e banda larga e spazio disco) che ha messo tutti in riga. Per esempio partendo dal suo ultimo.
(Se vi interessa l'idea che mi sono fatto io: e' pessima propaganda.)

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Everybody wrote about it: I'm just telling you, read Wellington (with time and bandwidth and disk space) who showed it to all of us. For example starting from his latest post. (If you care about what I think, it is a bad piece of propaganda.)

Comune denuclearizzato e dintorni
(Denuclearized county and thereabouts)

Uh-uh. Si', ci sono solo elettroni, e' un plasma monocomponente elettronico noto ai fisici dei solidi come jellium (gelatinio, piu' o meno; in certe condizioni oscilla con una certa frequenza detta di plasma). Solo che ci vuole una robustissima scatola confinante. ;)

E dintorni, perche' sulla bella strada costiera a est di Erice, Sicilia, ci sono alcuni paesi con cartelli dello stesso tipo, come "Citta' sostenibile delle donne" (o "per le donne", non ricordo) o "i bambini" o "gli anziani". Davvero. Ma d'altronde, se non so dire come se la passino li' donne, bimbi, e pensionati, certamente stanno meglio che senza nucleoni. Anche se i bambini si divertirebbero a vedere collassare tutto quanto intorno.

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Uh-uh, yes, there's only electrons, it's a single-component electron plasma known to solid-state physicists as jellium (under some conditions it bounces around like a jelly). But, well, you need a VERY robust confining box.

And thereabouts, yes, because on the beautiful coastal road east of Erice, Siciliy, you find a couple of towns with additional signs of this sort, like: Sustainable for women, or for kids, or for aging people. Really, no joke. But then again, although I don't know how women and retirees and kids actually fare in those villages, certainly they must be more at ease than without nucleons around. Though kids would love seeing the whole thing blow up.

(Background for non italians: "Denuclearized county" is a sign you often see entering small towns in Italy, meaning there is no nuke plants or stuff in there.)

Storace, Grillo, e l'immagine italiana all'estero
(Storace, Grillo, and our international image)

Benche' Storace non mi entusiasmi particolarmente (mentre la legge sul non-fumo nei locali e' sufficiente a diventare adoratori anche di un non-personaggio come Sirchia), mi sono indignato a sentire le insinuazioni del presidente della Nestle' sul fatto che avrebbe fatto da manutengolo in una ipotetica operazione -- non solo illegale, ma anche moralmente infame visti i destinatari dei beni coinvolti, i bambini -- di dumping del latte avariato o intossicato in Italia. Il cretino della Nestle' ha smentito dopo 24 ore (vedi il Cor. di oggi 25/11), ma il fatto resta, e secondo me indica qualcosa di tristemente interessante.

Infatti come e' pensabile che un dirigente di multinazionale pensi di accusare un ministro di una nazione europea bene o male abbastanza civile e avanzata (peraltro confinante con la propria) di una cosa enorme senza alcun supporto (vedi la smentita, infatti) ? Diventa pensabile se consideriamo come viene promossa l'immagine dell'Italia all'estero da parte della nostra preponderante intelligentsia - che va ammesso con tristezza e rammarico, e' politically correct, radical-chic, e in casi estremi nazi-festosa.

Esempio preclaro l'ineffabile Grillo, che ha comprato (facendosi finanziare dal suo parco buoi) una pagina dell'Herald Tribune per elencare i 23 parlamentari condannati per motivi vari. Non occorre essere acuti come D'Alema, diciamo, per vedere il danno di immagine che fa una cosa del genere. Ne risulta che dell'Italia "berlusconiana" si puo' dire di tutto e all'Italia si puo' attribuire tutto, almeno in prima battuta. Di esempi ce ne sono a decine, sia nelle fonti primarie sia nei media che riferiscono altre fonti: tipo i voti di Standard&Poors o, ieri, dell'Economist (vedi again il Cor. di oggi). Di quest'ultimo ci sarebbe da aggiungere che, come ha detto bene credo Christian Rocca, e' ottimo per il mondo anglosassone, ma sull'Italia non ne azzecca una. In fondo, perche' sorprendersi ? Una sua ben nota corrispondente e' stata Tana de Zulueta, poi (e ancora) senatrice ulivista.

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Although I am not mad about Storace (whereas the anti-smoke law is sufficient reason to worship even a non-descript guy such as Sirchia) I did take offence hearing the allegations by Nestle' president that Storace would have been involved in a dumping operation of the polluted milk on the Italian market -- not only illegal, but also morally contemptible, given the end users of the product, our kids. The Nestle' cretin called back his allegation in 24 hours (see Corriere today 25/11); but the vulnus remains, and I think it suggests something sadly interesting.

For, is it reasonable at all that a high officier of a multinational company may accuse of something of the sort, without the faintest trace of proof, a minister of an european nation which, after all, is rather civilized and advanced (besides, bordering his own country) ? It becomes plausible if you consider how the Italian image is promoted abroad by the majority of our intelligentsia - which by and large is regretfully politically correct, radical-chic, and occasionaly "nazi-festosa" (refers to the parodic name Nazifesto given to the italian paper Manifesto).

A major example is the marvelous Beppe Grillo, who bought (with funding from his entourage of worshippers) a page on the Herald Tribune to list the 23 italian congressmen who have been convicted in court. You need not be as smart as D'Alema (president of D.S.), let's say (pun on D'A. usual interjection 'diciamo'), to see the damage done to Italy's perception by the international public (i.e. we look like a Banana republic). Thus, anything can be said about "this Berlusconian" Italy, and anything can be attributed to it -- you can always call that back later (may be on page 43 in a side column). There are tens of examples, both in the primary sources, and even more so in the indirect accounts by the italian media: say the marks by Standard&Poors on economy, or those, yesterday, by the Economist (see again il Corriere today). About the latter, one may add that (as Christian Rocca once said, if I am not mistaken) iit is great for the anglo-saxon world, but it flunks most of the times when it comes to Italy. Which is unsurprising, come to think of it. A well known Economist envoyee in Italy Tana de Zulueta, later (and still today) left-wing congresswoman.

Alti e bassi
(Ups and downs)

Scusate la scivolata intimistica. Di recente non mi e' stato assegnato il premio Bessel cui ero stato candidato da colleghi berlinesi. Ora sembrerebbe che un periodo attraente di lavoro alla Philips possa andare buco anche quello. Fin qui i bassi. Oggi all'una e mezza parlo al tel con il Belgio. Speriamo che sia ora di un alto. ;)

Update: capiscono il mio problema e forse si puo' risolvere. Hm.

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Pardon my intimistic slide. Recently I got turned down in a contest for the Bessel prize, for which I had been nominated by some colleagues in Berlin. Now it looks like an interesting stay at Philips may go down in flames too. Thus far the downs. Today at 1.30 pm I'll be talking with Belgium on the phone. I hope it's time for an up. ;)

Update: they fully understand my point and they'll try to fix it. Hm.

24 November 2005

Hamtaro miscellanea

Ho sempre avuto un sospetto: che Hamtaro -- il ben noto criceto dei cartoni animati, a quelli di noi benedetti dai figli noto anche per la sua numerosa schiera di amichetti criceti e cricetesse, peraltro tutti costosissimi in effigie ! - si chiami cosi' perche' i giapponesi che l'hanno inventato hanno le note difficolta' fonetiche di molti giapponesi: cioe' che Hamtaro sia la pronuncia giapponese di "hamster", alias criceto (Cricetus cricetus). Me lo conferma Buroggu, un blog che prende il nome dalla pronuncia nipponica di, appunto, "blog".

Gia' che ci siamo: Buroggu ha un post interessante su Bush in Cina. Altrettanto interessante questo pezzo di Mauro Suttora (now a journalist in NYC): che era un anno avanti a me al liceo, e da allora non ci si vede. Di Mauro, leggete anche il post successivo, se vi sembra di aver troppo da fare con i figli.

Infine, per la sera vi consiglio questo Michael Leeden. Ci si sente scemi, ma e' superlativo.

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I suspected that all along: Hamtaro (well, that’s the way he’s known in Italy) –- the toons hamster well known to the world, especially to those of us blessed with children, along with his vast array of hamster and hamstress (? ;) friends, rather expensive even in the plastic doll variety --- is named that way because the Japanese who invented him have the phonetic difficulties of most Japanese: that is, Hamtaro must be the Japanese pronunciation of ‘hamster’ (Cricetus cricetus). An italian-japanese blog, Buroggu, confirms that, taking its name from the japanese pronunciation of "blog".

While we are at it: Buroggu has a nice post on Bush in Cina. Also interesting, the piece
by Mauro Suttora (now a journalist in NYC): he was one year ahead of me in high school, and we didn’t meet ever since. By Mauro, read the post right after that, here, if you think you are too busy with your kids.

Finally, suggested bedtime reading here by Michael Leeden. You’ll feel stupid, he’s really great.

23 November 2005

Romano convincili !

Sono basito dall'ammirazione, e anche un po' dal ridere, grazie a SilvioConvincimi e al buon vecchio Prodi e i suoi amici (o no ? - non si capisce) Espresso-nisti.

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I am at a loss for words (also out of laughing !) thanks to SilvioConvincimi on good ol' Prodi and his Espresso-ists friends (or are they ? who knows ;).

Libri duri da trovare
(Books you don't find easily)

Pietrangelo Buttafuoco ha un nome potente, e' di, o viene da, Catania - citta' con cui vivo da tre anni un rapporto amore/odio per profonde ragioni sentimentali, aeronautiche, e vulcanologiche -, e a Catania e dintorni ha ambientato il suo "Le uova del drago" (Mondadori, 17 euro). Bel libro, anche se non l'ho ancora finito; e by the way non buttate via subito la copertina esterna dell'hardback (come faccio io perche' intriga) : la foto ha un riferimento preciso dentro il testo.

Se la son tirata un po' che e' "fascistissimo", probabilmente come salespitch. In realta', mica tanto. E' un "falso storico" con basi vere, molto ben scritto, piacevole, avvincente; in cui gli americani e gli inglesi vengono trattati con spregio che rieccheggia un po' lo stile ventennio, e gli italiani che restano fascisti post-9/8 (ottosettembre) con reverenza, cosa inusuale, come e' noto. Io francamente ci leggo, insieme, ironia e rispetto delle scelte. E cosi' anche per gli inviati del gran Mufti' di Gerusalemme, nella cui descrizione mi pare -o forse spero- di leggere piu' ironia che altro.

Ma non e' di questo che volevo dire. E' che avendo letto sul Foglio dell'uscita imminente, e seguito l'intervista all'autore a Ottoemezzo, mi sono recato il giorno dopo l'uscita prevista a comprarlo nella locale libreria Feltrinelli (va bene colpa mia, ma e' comoda, sta in un centro commerciale vicino a uno stand di gastronomia; e si', va bene, non ho una grande statistica, ma nemmeno molto tempo: quindi qui vale quel che ho trovato io). Sul banco delle novita' e della letteratura non c'era, mentre campeggiava l'ultimo Cerami (stesso editore) e una quantita' di immondizia di vario tipo. Chiedo, aspetto, ma niente. Dopo qualche giorno ripasso, stessa scena, ma alla fine con fatica il libro salta fuori. Dopo un tre settimane ripasso: continua a non esserci - intendo, in vista. Cerami ancora in evidenza, Stile Libero ovunque, e il graficamente imbarazzante recente di Rossana Campo (non ho il coraggio di guardarci dentro, if you call that a writer...) che mi costringe a lunghi detours quando sono con le bambine (9 e 7 anni). Deduco, in sintesi che la Feltrinelli crede al salespitch del "fascistissimo" e quindi occulta.

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Come ho detto, su questo ho poca statistica: magari a largo Argentina ci sono pile di Buttafuochi, perche' si sa che anche vendere e' importante. Invece, ho buona statistica su altri: contrariamente a Travagli, Moore, Strada, younameit, che affollano i banchi, "L'ossessione antiamericana" di Revel, per esempio, l'ho trovato in una sola libreria su forse 15 che mi e' capitato di visitare poco dopo l'uscita da Lindau, e l'intervista di Ottoemezzo. Stesso discorso per "Contro l'ONU" di Rocca. Ambedue me li sono comprati via internet dall'editore. Per somma sfiga ho lasciato Revel in una tasca di sedile d'aereo tornando dall'estero, e addio. Ci sono rimasto malissimo e non l'ho ancora ricomprato. Spero almeno che qualcuno abbia usufruito di questo unintended book-crossing.

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Pietrangelo Buttafuoco has a powerful name, he is from Catania – a city with which I have a hate/love affair for deep sentimental, aeronautical, and vulcanology-related reasons --, and he set his “Le uova del drago” (Mondadori, 17 euro) in Catania and thereabouts. Nice book, though I’m not quite done with it; and by the way don’t throw away the hardback external cover (which I invariably do): the picture has a well defined connection within the text.

There has been some salespitch hype about it being “very fascist”. Actually, it quite isn't. It is an “historical hoax” with some real basis, well written, and riveting; whereby americans and britons are treated spitefully and the italians which remain fascists (i.e. side with Mussolini's social republic) post-9/8 (ottosettembre, the Allied-Italian Armistice) with implicit praise, the latter being notoriously unusual. Frankly, there I rather see mixed irony and respect for choices. Same goes for the envoyees of the grand Mufti’ of Jerusalem, who are described mostly – or at least I hope so – with irony.

But that’s not what I meant to tell you. Fact is that, having read on a paper about the book being due shortly in bookstores, and heard an interview on TV, the day after publication I dropped by a Feltrinelli store (OK, my fault, but it’s convenient, and nearby there’s a good deli; and yes, I have no accurate statistics, but I have no time to waste either) to buy it. On the new-books and italian literature stands, no trace, while there’s the last Cerami (same publisher) all over the place, not to mention a lot of rubbish I won’t go into. Ask for it, wait, nothing. I get back there in a few days, same story, but with some digging in the backroom the book finally pops out. Three weeks or so later, I drop by: it still is not there – in sight, I mean. After all, it is supposed to be an interesting new book. Cerami still highlighted, Stile Libero all around, the graphically embarassing recent Rossana Campo (ain’t got the guts to look inside; if you call that a writer...) which forces me to elaborate detours when I’m there with the kids. I deduce that Feltrinelli believed the "fascistissimo" salespitch, and, therefore, concealed.

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As I said, I have poor statistics: perhaps at largo Argentina (in Rome) there are heaps of Buttafuocos, since you also need to sell. I do have a reasonable statistics on others, though : contrary to the Travaglio, Moore, Strada, younameit, that crowd the stands everywhere, "L'ossessione antiamericana" (The anti-american obsession) by Revel, for example, was only to be found in one out of like 15 stores I happened to visit right after it came out and the author was interviewed on TV. Same story for “Contro l’ONU” (Against the UN) by Rocca. I bought them both on the web from the publisher. Tough luck, though: I forgot Revel in the seatpocket on a plane back from abroad, and goodbye Revel. I felt miserable, and did not yet buy it anew. Hopefully, someone will have profited of this unintended book-crossing.

Frattini, una rubrica su al Jazeera
(Frattini, a column on al Jazeera)

Franco Frattini, European Justice and Security Commissioner, terra' una rubrica su al Jazeera. Lo scopo, dice lui, e' qualcosa come gettare un ponte tra le nostre culture e promuovere la collaborazione e la comprensione, per convincere i "pochi violenti" a non esserlo piu'. E ad essere invece ;) tolleranti, aperti, moderni, e moderati come i governi dei paesi islamici arabi e il grosso del mondo arabo in generale, aggiungo io. See, vabbe'.

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Franco Frattini, European Justice and Security Commissioner, will edit a perodic column on al Jazeera. The goal, he basically says, is to bridge the gap between the respective cultures and promote collaboration and understanding, to convince the "few violent ones" not to be such any more. And, I add, to be instead ;) tolerant, open, modern, and moderate as the islamic arab governments and the bulk of the arab world. Yeah, right.

Mio! Mio! Mio





Non ci si puo' piu' fidare nemmeno del buon vecchio formaggino Mio. E neanche di Nidina, a quanto pare. Tutto per colpa di packaging improprio. Meno male che le mie bimbe usavano un altro latte, ai tempi ;)

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You can't trust anything these days, even the good old Mio cheese. Or Nidina baby milk, for that matter. It's the packaging fault, which matches my impression (from the LED industry) that packaging is a tricky business. Luckily my kids used another milk brand, back then. ;)

[P.S. "Mio! Mio! Mio!" is what the seagulls cry out in Sidney harbor in the final scenes of "Finding Nemo" italian version: it sounds like "mine ! mine! mine!")

22 November 2005

Mac goes Intel

Apple migra a processori Intel : vedi qui. Bene, con un po' di lavoro il mio prossimo laptop sara' anche meglio ;)

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Apple is migrating to Intel processors : see here. Great, with a bit of additional work my next laptop will be even better than this one ;)

Chomsky e altro
(Chomsky and more)

Ho raccolto un po' di post da blog e giornali vari di recente. Ho avuto una o due giornate di ozio in Sicilia ;). Se vi va scaricatelo da qui (rtf, ~135 pag.). C'e' un po' di tutto (ma non gran che), dalla penosa esibizione della Guzzantina da Celentano, Mazzolini on Celentano, il fosforo bianco smontato da questo fondamentale post di Wellington (mi piace anche questo link, e ce ne sono a pacchi), l'imperatore intergalattico dei cazzari (cito) Michael Moore, Jenin revisited, de Lautreamont on banlieue, Rocca, e altro tra cui una bellissima analisi di Wellington del pacifismo nei collected essays di Orwell.

Una cosa carina che ho trovato, da questo post di Ben Kerstein, e' una intervista -critica- del Guardian a Noam Chomsky. Ho fatto bene a downloadarlo (sta dentro il link dato sopra) dato che ora il Guardian ha fatto marcia indietro e il link non c'e' piu'. Vie di sinistra alla liberta' di espressione.

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Recently I had a couple of days to relax in my sicilian abode (really as a guest of... ;), and I collected several posts and paper scraps. If you care here it is (rtf, ~135 pages). There's bit and pieces of several things -mostly Italian, sorry- among which white phosporus deconstructed by this must-read by Wellington (I liked this too by Italianversion on a different note), and a few articles and links on the (I quote) intergalactic emperor of the jerks Michael Moore, Jenin revisited, de Lautreamont on banlieue, Rocca, and more, among which a great analysis by Wellington of pseudo-pacifism in Orwell's collected essays.

Also, a neat piece I found on this post by Ben Kerstein, is a -kind of critical- interview of the Guardian to Noam Chomsky. Was a good idea to download it (it's in the file above) as the Guardian has now backed out and the link is not there any more. Ha ha - the leftist way to freedom of speech.

Finkielkraut on banlieue

Sulle "rivolte" nelle banlieues francesi il filosofo francese Finkielkraut dice (qui) diverse delle cose che molti (e molti piu' di quanto si pensi: vabbe', sono illiberali, para-destrorsi, anti-comunisti, e anti-anti-americani, e altrimenti deprecabili personaggi - tipo me, per intenderci) pensano: come dice Wellington, non daremmo un penny per il suo k., almeno come intellettuale radical-chic -- anche perche' ne ha dette di interessanti gia' prima, e.g. qui su azure (vedi la, come sempre eccellente, esegesi di Wellington, e Ben Kersten ).

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About the riots in the French banlieues the French philosopher Finkielkraut says (here) several thing many people (more than you'd be inclined to think: yeah, 'course, they are rightist, anticommunist, antiantiamericans, or otherwise despicable - like, myself, for instance) think: as Wellington neatly says, we'd not give a dime for his ass (metaphorically speaking) at least as a radical-chic intellectual. For, he did already take similar interesting stances, e.g. here on azure (see again the excellent comments by Wellington, and Ben Kersten ).

Mac backup

Ho un portatile Mac Powerbook G4 da 17"; ci ho unificato dentro tutti i miei precedenti aggeggi windows/linux/other-unix-dialects e sono entusiasta di come va, dato che ora non ho -e non mi serve- altro che quello. Un problema non banale per un utente semi-professionale come uso ma non come strategia di backup, e' appunto il backup. Ho trovato la mia soluzione nell'utilissimo post di Matt Henderson, dove trovate le soluzioni davvero professionali - anche se un po' overkilling per la maggior parte dei comuni mortali.

Comunque: ho comprato un disco esterno Firewire da 100 Gb (il mio HD e' da 80), e SuperDuper (tipo una 20-ina di dollari, potete scaricare una free-trial, ma funziona solo per dimensioni fino a 10 o 20 Mb, quindi non e' molto realistica come prova). Lo uso nella modalita' backup-all-files con l'opzione smart-update settata. Questa aggiorna l'immagine del disco origine sul disco di backup aggiungen do O CANCELLANDO i file aggiunti o cancellati sull'originale. L'immagine e' bootable, quindi siete parati anche per disastri globali tipo disk hard failure o simili. La prima volta che lo usate ci vuole forse un paio d'ore a seconda di quanto siete pieni, ma i backup successivi (giornalieri, tipicamente) sono veloci (15-20 min). Ogni tanto (1 mese ?) faccio un backup di Desktop e Documents (~2-3 Gb, perche' escludo la roba iTunes) su un DVD, non si sa mai. Per questo, puo' essere utile creare della immagini, per esempio con DropDMG, anche questo ~15-20 dollari.

Semplice - se posso farlo io...

Mac is great, really.

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I got a laptop Powerbook G4 17"; I crammed into it all the stuff from my previous clunkers (windows/linux/other-unix-dialects, you name it), and I am real happy about it, because now I really need nothing else. Of course backup is kind of a problem for a user producing a lot of documents and mail, but sort of unprofessional -you guessed it - backupwise. I found my solution in an excellent post by Matt Henderson. There you find the real professional stuff, though it may be overkill for a mere mortal such as my humble self.

Anyway: I bought an external Firewire 100Gb drive (my HD is an 80), and SuperDuper (like, ~20 or so US dollars, PayPal); you can get a free-trial, but it will only backup small volumes so it is not a very realistic trial. I use it in the mode "backup-all-files" with the option "smart-update". This updates the original-disk image on the backup disk, adding OR DELETING as appropriate the files added or deleted on the source disk. It is a bootable image, so you are safe against major disasters such as hard disk failure or such. First time around it may take 1 or 2 hours depending on your disk status, but subsequent update backups (daily, say) are real quick (15-20 min). Every now and then I back up Desktop and Documents (may be ~2-3 Gb only, as I leave out iTunes stuff ;) on a DVD, you never know. To do that, it may be useful to create images, e.g. with DropDMG, also around 15-20 bucks.

It's that simple. Look, if I can do it....

Mac is great, really.

21 November 2005

Gettysburg powerpoint

Non nuova ma indimenticabile, la dichiarazione di Gettysburg in powerpoint, con background material, di Peter Norvig. Confrontatela con l'originale (sotto).

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Old but unforgotten, the Gettysburg address in powerpoint, with background material, by Peter Norvig. Compare it to this:

Four score and seven years ago our fathers brought forth on this continent a new nation, conceived in liberty and dedicated to the proposition that all men are created equal. Now we are engaged in a great civil war, testing whether that nation or any nation so conceived and so dedicated can long endure. We are met on a great battlefield of that war. We have come to dedicate a portion of that field as a final resting-place for those who here gave their lives that that nation might live. It is altogether fitting and proper that we should do this. But in a larger sense, we cannot dedicate, we cannot consecrate, we cannot hallow this ground. The brave men, living and dead who struggled here have consecrated it far above our poor power to add or detract. The world will little note nor long remember what we say here, but it can never forget what they did here. It is for us the living rather to be dedicated here to the unfinished work which they who fought here have thus far so nobly advanced. It is rather for us to be here dedicated to the great task remaining before us--that from these honored dead we take increased devotion to that cause for which they gave the last full measure of devotion--that we here highly resolve that these dead shall not have died in vain, that this nation under God shall have a new birth of freedom, and that government of the people, by the people, for the people shall not perish from the earth. (A. Lincoln)

Beethoven, Mann, 111

La sonata per pianoforte in forma canonica ha tre tempi, a quanto ne so. Solo una di quelle di Beethoven - il culmine di questa forma - ne ha due: la 111 (per esempio: qui). Lo spartito e' qui (2Mb), vedi anche qui per altra musica. E' quella di cui parla in una splendida lezione Wendell Kretzschmar, il pianista tedesco-americano nel Doctor Faustus di Thomas Mann. Da leggere (per esempio qui) con pazienza.

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Piano sonatas in canonical form are made up of three parts, as far as I know. Just a single one of those by Beethoven - the zenith of this form - has but two: nr. 111 (e.g. here). The full score is here (2 Mb), see also here for more. It is the one described in an enchanting show-and-tell lecture by Wendell Kretzschmar, the german-american pianist character of Doctor Faustus by Thomas Mann. A must read, with patience (e.g. here).

Che paese di merda
(bullshit-heap land)

Il sindaco di Marano (NA) ha intitolato una via ad Arafat; cosa in se' rivoltante per chi ha un minimo di senso della storia e della decenza, come dicono bene Bisqi' e Lisistrata .

Ma se non dovesse bastarvi, il nostro ha anche cancellato la dedicazione di una via ai morti di Nassiriya. Difficile crederci, ma e' vero. Quindi nessuno si offenda o si senta escluso dal titolo.

Dice bene Maralai che non e' sorprendente. L'uomo e' del PdCI.

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The major of Marano (NA) has dedicated a street to Arafat; which is rather embarassing to anyone historically literate, and to decent human beings in general. Fitting comments here from Bisqi' and Lisistrata .

Should this not be enough for your taste, our man has withdrawn a previously issued dedication of a street to the "martyrs of Nassiriya" (the Italian and Iraqi casualties of a 2004 bombing). No one should take offense for the title (translation is admittedy goofy).

Indeed as Maralai, points out, it's not a surprise. The guy is in the PdCI.

19 November 2005

Tryin' it out

First blog post ever. Wonder where it'll lead. And: should it be italian or english ?
I sound demented in both languages.