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16 December 2005

"Seriamente ragazzi" - 2

Ho tradotto il pezzo di Steyn sul pazzo.

I translated the Steyn post on the lunatic.
(S. call A. for instance Ahmadammytree, etc. I got the pun in Ahmageddon, but not the others. If anyone knows what the jokes are about, please let me know.)

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Ma sul serio gente, questo buffone e' pericoloso

11 Dicembre 2005

MARK STEYN, Chicago Sun-Times

Buone notizie! Giovedi' scorso, Mahmoud Ahmadinejad, presidente dell'Iran, che aveva invocato di recente che Israele sia cancellato dalle carte geografiche, ha moderato la sua posizione. Con spirito di compromesso da vero statista, ora egli vuole cancellare Israele dalla mappa del Medio Oriente e appiccicarlo su quella d'Europa.

"Alcune nazioni europee insistono a dire che Hitler ha ucciso milioni di ebrei innocenti nei forni crematorii," ha detto Ahmadinejad agli spettatori della TV iraniana. "Benche' noi non accettiamo queste affermazioni, se supponiamo che sia vero," ha aggiunto disinvolto, "se i paesi europei hanno ucciso degli ebrei nella seconda guerra mondiale, perche' non forniscono al regime sionista un pezzo di Europa ? La Germania e l'Austria possono fornire a quel regime due o tre provincie dove stabilirsi, e il problema sara' risolto. Voi offrite parte dell'Europa, e noi saremo d'accordo."

Gran cosa da parte sua. E' la soluzione perfetta del "processo di pace in Medio Oriente": fuori di vista, fuori di testa [cioe': lontano dagli occhi, lontano dal cuore, NdT]. E dato che Ahmadinejad e' fuori di testa, siamo gia' a meta' dell'opera.

Allora vediamo: abbiamo un negatore dell'olocausto che vuole traslocare una intera nazione in un altro continente, e capita che sia il capo dello stato piu' recentemente nuclearizzato al mondo. (Non sono pienamente operativi al 100 per cento, ma, buon per loro, potranno trascinare gli pseudo-negoziati con l'Unione Europea finche' lo saranno. E Washington certamente non fara' nulla, perche' se non siamo certi al 100 per cento che abbiano armi di distruzione di massa -- e non lo saremo senza un gran cratere fumante in diretta su CNN -- sarebbe solo un'altra bugia di Bushitlerburton per infilarci in un'altra guerra per il petrolio, giusto ?)

Allora come reagiscono gli Stati Uniti ? Beh, il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, ha detto che i commenti di Ahmadinejad "aumentano ulteriormente le nostre preoccupazioni su quel regime".

Davvero ? Ma aspettate, la superpotenza mondiale non ha ancora finito. Il Dipartimento di Stato e' passato a un allarme a-due-aggettivi, e ha descritto le osservazioni di Ahmadinejad come "gravi" e "deplorevoli". [Esse] "non danno speranza alla comunita' internazionale che il governo iraniano sia pronto a impegnarsi come membro responsabile di tale comunita" ha detto il portavoce Adam Ereli.

Ahmadinejad parlava nella citta' santa della Mecca, centro della "religione della pace", durante un incontro dell'Organizzazione della Conferenza Islamica. C'erano una cinquantina di altri capi di governo sul posto. Quanti pensate che abbiano abbiano rimproverato il loro collega iraniano ?

Niente di nuovo ? Ma, cosi' stando le cose, saremmo rincuorati se il resto del mondo riuscisse ad organizzare una risposta seria a questo tizio. Quanto ci manca un tipo chiaro e diretto come, per esempio, l'ex-segretatio ONU Boutros Boutros-Ghali. Come disse memorabilmente dell'Iran, "E' un regime totalitario." Oh, no, un attimo. Lo ha detto degli Stati Uniti. Sull'Iran e' impeccabilmente circospetto e discreto come il Dipartimento di Stato.

Il linguaggio "diplomatico" e' uno degli ultimi superstiti dell'era pre-democratica. Appartiene ai tempi in cui le relazioni internazionali erano condotte esclusivamente in un ristretto gruppo di eminenti rappresentanti delle dinastie europee. Oggi, tutto avviene allo scoperto. Il presidente Ahmaddasanatta propone la soluzione non-proprio-finale per Israele in TV. Similmante McLellan e Ereli rispondono in TV. Quindi il linguaggio delle relazioni internazionali non e' piu' meramente un codice privato dei diplomatici, ma una parte del dibattito pubblico -- e se il governo degli Stati Uniti ha imparato qualcosa dagli ultimi quattro anni, dovrebbe sicuramente essere che c'e' un prezzo da pagare per il non sapere fare la guerra sul piano psicologico in modo efficiente quanto su quello militare.

Che succede se, quando una parte puo' parlare ripetutamente della eliminazione di un'intera nazione, l'altra risponde che questo "aumenta le nostre preoccupazioni", come se avesse ascoltato un rappresentante del commercio estero europeo che propone un aumento di mezzo percento di un qualche costo ?

Chiaro, incoraggia il bullo. Gli da' un vantaggio, come al punk che sul metro' bercia stravaccato su quattro sedili mentre gli altri passeggeri cercano di non incrociare il suo sguardo. I violenti in politica capiscono bene la potenza delle intimidazioni psicologiche. Guardate Saddam in tribunale, tanto sicuro di se' nel suo sprezzante ripudio del giudice e dei testimoni da generare dimostrazioni pro-Baath a Tikrit. Sono rimasto colpito dal suo lamentare che il vero terrorismo e' che non gli era stato dato un cambio di mutande da tre giorni. Spero sia vero. Ci vuole enorme forza di volonta' da parte delle societa' libere per ridimensionare criminali presuntuosi e violenti, anche quando li abbiamo rovesciati e sbattuti fuori dal palazzo presidenziale. In Iran, il presidente Ahmaddamytree si aspetta che una meta' del mondo apprezzi la sua proposta sugli ebrei e che il resto non sia pronto a fare di piu' che offrire qualche obiezione formulata nella solito debole pappetta diplomatica.

Pensiamo, come Neville Chamberlain, Lord Halifax e altre persone civilizzate 70 anni fa, che questi tipi posso essere un po' eccitabili, ma vecchio mio, non posso mica fare sul serio, no ? Sbagliato. Fanno sul serio, ma non possono ancora farlo davvero. Come Hitler, quando potranno farlo, lo faranno -- o quanto meno il nostro fragile linguaggio diplomatese gli dice che possono forzare il mondo a grandi concessioni per paura che possano farlo.

Guardate il quadro piu' ampio. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ereli, ha notato che i commenti del presidente Ahmageddon [sono chiaramente] "uno schema ben definito di retorica ostile a, e distante da, i valori su cui si fonda la vita del resto della comunita' internazionale."

Ma e' vero ? Il presidente iraniano e' "distante" dai "valori" della "comunita' internazionale" ? Il vivace sito "Eye On The U.N." dello Hudson Institute ha un interessante immagine di come la "comunita' internazionale" ha segnato il 29 Novembre -- la "Giornata annuale internazionale della solidarieta' con il popolo palestinese." Kofi Annan e altri parrucconi seduti su un podio con una carta geografica affiancata dalle bandiere "palestinese" e ONU. La carta mostrava la Palestina, ma non Israele. L'ONU, in altre parole, ha fatto cartograficamente quel che l'Iran vuol fare in modo piu' incendiario: ha cancellato Israele dalla carta.

La sovranita' nell'era transnazionale ha sempre avuto una connotazione leggermente postmoderna: noi facciamo finta che il ministro degli esteri siriano non sia differente da quello neozelandese, e cosi' facendo sovrastimiamo largamente lo status del primo a scapito del secondo. Ma con Ahmadinejad stiamo andando ben oltre. Accettando uno con fantasie genocide nella societa' per bene, ci troveremo presto ad aver a che fare con uno che il genocidio lo pratica.[Nell'originale: If a genocidal fantasist is acceptable in polite society, we'll soon find ourselves dealing with a genocidal realist. NdT]

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