-->

27 January 2006

Il 27 gennaio, il paradiso e l'inferno

Oggi, 27 gennaio, e' il 250esimo l'anniversario della nascita di Mozart.

Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria della Shoà (61 anni dall'entrata dei russi ad Auschwitz).

Palestina 1933

In Palestina ha vinto il partito nazista. Perche' ? Interpretazione buonista: i corrotti di Fatah eredi di Arafat sono stati mandati a casa da una forza finora emarginata, che ha si' le mani insanguinate, ma se le sta ripulendo, e in fondo Fatah i suoi begli attentatini li aveva fatti pure lei. Interpretazione cattiva, che notoriamente porta alle fiamme eterne ma ci azzecca quasi sempre: i palestinesi non vogliono la pace ma lo sradicamento di Israele, e supportano Hamas come forza che propugna esplicitamente questo obiettivo, e la cui cosmetica mediatica e' appunto solo cosmetica:

"Stiamo entrando nel consiglio legislativo per farne un progetto di resistenza. Volete abbandonare il programma del sacrificio e della jihad per il programma delle belle auto e dei grassi stipendi ?" ha chiesto retoricamente in un comizio Mahmoud Zafar, uno dei capi di Hamas.

"No !" ha risposto il popolo palestinese 76 a 43. Ma la retorica moraleggiante anti-Fatah non basta a spiegare il risultato, e oscura la sostanza. Come nota AConservativeMind (hat tip e inchino), se hanno vinto vuol dire che rappresentano i palestinesi meglio di altri. Appunto: qui sotto trovate tradotto questo articolo di David Horowitz su FrontPage Magazine. E non diciamo che non siamo stati avvertiti.

Chiudo riprendendo ancora AConservativeMind: siamo gia' in piena chiamata alla calata di braghe occidentale, ed europea in particolare. "E' una linea che non deve passare".

UPDATE. Ho avuto modo di leggere varie reazioni ai risultati dopo averne scritto (anch'io lavoro ogni tanto ;). Da quelle polit-correct del polit-buro brussellese (qui vicino, diamine) che vanno bene per tutte le occasioni - basta cambiare il nome dei votanti - a quelle condivisibili ma un po' stiracchiate di Camillo. Di quest'ultimo condivido tutto sull'esportazione della democrazia e la dottrina Bush, e sono felice che la Palestina abbia -finalmente, alla faccia!- votato, ma trovo difficile sottoscrivere la soddisfazione a tutti i costi per queste elezioni. Sono piu' sulla linea di GuerreCivili: anche se volessimo ammettere, anche in parte, l'interpretazione buonista, teniamo presente che extremist parties, like the Nazis in Germany in 1932, always make appeals to a public that is disgusted by the social and economic policies of those in power. [...] The world must immediately [...] isolate this extremist regime [and] clear to the Palestinian people that a regime with such goals is unacceptable and can bring no good to them.

------

Il primo popolo terrorista
David Horowitz, FrontPageMagazine.com, 26/01/2006
Traduzione : V. Fiorentini

Il Partito Nazista Palestinese ha vinto le elezioni. E' un partito, Hamas, che invoca apertis verbis l'obliterazione dello stato ebraico e l'uccisione degli ebrei in quanto ebrei, e cita a giustificazione la dannazione coranica degli ebrei e l'incitamento ad ucciderli. Hamas e' un partito di fanatici islamici che sono parte della jihad globale, il cui eroe e' Osama bin Laden, contro gli Stati Uniti e l'Occidente. Hamas e' stato il maggiore sostenitore di Saddam Hussein fuori dall'Iraq. Con questo voto record, il popolo palestinese ha abbracciato in massa l'Asse del Male. Sono i nemici autodichiarati degli ebrei, dell'America, e dei valori della civilta', e dovrebbero essere trattati come tali. I Palestinesi hanno dichiarato con questo voto che che non vogliono nessuna pace. Non dovrebbero averne.

Il partito sconfitto Fatah -- il partito "moderato" -- e' naturalmente la creazione del terrorista Yassir Arafat. La sua carta costitutiva invoca la distruzione di Israele, e i suoi dirigenti si sono dedicati al terrorismo dacche' l'OLP fu creata dal dittatore Nasser e dal KGB nel 1964. Il suo leader Mahmoud Abbas e' un negatore dell'Olocausto e un finanziatore del rapimento e assassinio degli atleti olimpici israeliani a Monaco nel 1972, e sodale di Arafat in tutte le sue azioni terroristiche seguenti.

D'altra parte il padre del nazionalismo palestinese e' il Grand Mufti' di Gerusalemme al-Husseini, un fanatico devoto di Adolf Hitler che servi' la causa nazista a Berlino durante la seconda guerra mondiale, e che ha permeato il nazionalismo palestinese dell'odio anti-ebreo che lo ha dominato da allora.

I palestinesi sono il primo popolo nella storia dell'umanita' ad abbracciare il terrore e il genocidio come stile di vita. Le scuole palestinesi indottrinano i bambini fin dall'asilo o dalle elementari ad aspirare ad assassinare ebrei innocenti facendosi esplodere in mezzo a loro, insegnando che, se abbastanza fortunati da avere genitali maschili, finiranno in paradiso e saranno premiati con 72 vergini che si occuperanno di ogni loro capriccio. I genitori palestinesi assassinano i loro stessi figli (vedi qui, NdT) spingendoli ad uccidere bambini ebrei in modo che Allah possa riceverli. Questa e' la cultura piu' malata sulla faccia della terra, ed il fatto che sia sostenuta da certa sinistra laica ("secular left" nel testo, NdT) rivela la perversione terminale di certi crociati della 'giustizia sociale'.

Al centro di questa perversione c'e' un odio per l'occidente e Israele per i crimini di successo, democrazia, e tolleranza. E al centro di questa perversione c'e' l'odio per se' stessi. Odio per i 1000 anni di fallimento da parte della cultura araba islamica nella competizione con l'occidente, e per la completa bancarotta della causa palestinese, nonostante i miliardi di dollari riversati nel West Bank e a Gaza da Europa, Israele e Stati Uniti, il cui solo scopo era aiutare questa gente ormai consumata nei propri veleni emozionali. I soldi naturalmente sono stati rubati da leader corrotti e omicidi che hanno seppellito il bottino in banche svizzere, o l'hanno usato per acquisire armi di distruzione di massa, e per spargere distruzione - il solo contributo fatto al mondo da parte degli arabi del mandato palestinese da quando le loro aspirazioni nazionali furono annunciate mezzo secolo fa.

25 January 2006

Scioperi: chi la mena la vince

Questo weekend, la mia amica speciale e' venuta a trovarmi in Belgio, arrivando solo grazie alla sua abilita' all'una di notte e rientrando fortunosamente dopo cancellazioni varie di voli a causa dello sciopero Alitalia. Cancellazioni, noto, a quattro-cinque giorni di distanza dalla data programmata di sciopero. Vero: viaggiando molto i problemi, inclusi gli scioperi, sono fisiologici - e se non lo so io - ... si' si', ma...

All'epoca del commissariamento e dell'imminente fallimento, gli Alitalioti hanno gia' scioperato a sproposito: ma almeno li' si poteva attribuire quel comportamento completamente irrazionale e dannossissimo per la compagnia alla preoccupazione, al limite alla disperazione (?) per il posto di lavoro e simili. In questo specifico momento, invece, viene proprio da chiedersi per cosa scioperano, e soprattutto perche' cosi': cioe' con scioperi selvaggi, blocchi, e illegalita' varie.

Sul come: le dimostrazioni dei metalmeccanici di qualche giorno fa hanno chiarito che con i blocchi e le illegalita' si ottiene, dato che il governo invece che mandare la Celere manda i negoziatori politically-correct. Personalmente disapprovo del tutto: d'altra parte e' vero che, di fatto, in questo paese un governo di destra non puo' fare ordine pubblico "di destra" (si fa per dire), politica economica "di destra" (vedi la storia delle riforme pensionistiche), o politica internazionale "di destra" (alias: Kossovo si', Irak no): tutte appannaggio esclusivo del centrosinistra.

Per cosa: leggendo le motivazioni dei sindacati (e ammettiamo che i sindacati abbiano il controllo di qualcosa, il che non e' ovvio), e' chiaro che non ci sono motivi cogenti di nessun tipo. Ordinaria amministrazione. La mia interpretazione, e scusate se e' abusata : e' iniziata la campagna elettorale, e quindi il sindacato lavora pro domo sua. E contra omnes, ad iniziare dal -9% in borsa e a continuare con i danni indiretti indotti, difficili da calcolare ma verosimilmente non piccoli. Ecco, di nuovo : in questo paese un governo di destra non puo' ragionevolmente ottenere la pace social-sindacale - con questi sindacati, almeno.


UPDATE: Dal sito AGI, in particolare la parte bold, che conferma che i motivi sono futili e di bottega, come si cominciava a capire.

ALITALIA: COMPANY TO PACK UP IF STRIKES CONTINUE, SAYS MP
(AGI) - Rome, Italy, Jan 25 - Any more strikes and the company will inevitably go bust according to Labour Minister Roberto Maroni. Speaking in parliament Maroni added that Alitalia has already benefited by "government's help in excess of reasonable warranties", which to Maroni suggests that the airline has to make do with "current management and the set industrial plan", which in themselves "have the potential to redress the decline and muster a recovery". Yet "for reasons purely internal" unions insist on striking causing "serious damage to the company" pushing it "on the brink of bankruptcy".
Maroni thus illustrated the government's contribution: "we have allowed Alitalia workers to benefit by emergency funds which had been denied under the previous legislature; we also established a special pension funds and sorted out employment issues". (AGI)

Ancora Monaco 72

Su Famiglia Cristiana (mi dicono):

L’antefatto. Prima dell’alba del 5 settembre 1972, un commando di “settembre nero” (nome ispirato al massacro dei palestinesi perpetrato dagli israeliani in Giordania due anni prima) penetra nel villaggio olimpico di Monaco di Baviera e prende in ostaggio gli atleti con la Stella di Davide...

Cosa cosa ? Settembre nero e' opera dei giordani, non degli israeliani. E in generale i palestinesi sono stati principalmente massacrati, segregati, e usati come esche antiisraeliane e antiamericane proprio dai loro fratelli -ha ha- arabi. Ma va' a scuola, va' (vero e' che serve a poco di questi tempi).

[In coda, ovviamente, ai post su Spielberg e il suo film sulla strage del '72.]

Provate un po' a cambiare bersaglio

Circola in rete un filmino wav dove un tizio a meta' tra un barbone in mutande e Gesu' (questa e' l'idea, ovviamente) si rende ridicolo ballando qualcosa tipo "I will survive" per strada in una metropoli americana. Non l'ho visto tutto; ma comunque, originale ed eccitante provocazione. Yaaawn.

Non sono particolarmente religioso, ma saro' piu' interessato quando l'intelligentone di turno prendera' per il culo, che ne so, Maometto (meglio ancora se nero) : cosa poco consigliabile anche solo in fumetto (vedere qui e qui per delle entries alla storia dei fumetti danesi "razzisti" -ha ha- su Maometto).

Nel pensare questo, mi onoro della ottima compagnia di Instapundit: If Kanye West [*] had balls, he'd pose as Mohammed, instead of Jesus. But he doesn't. Efforts to be controversial have become so predictable. Yawn.

[* un pirlone di rapper che impersona Gesu' sulla copertina recente di un qualche magazine importante, guarda caso in pendant con il suo hit faux-gospel "Jesus walks". Bella ciofeca.]

19 January 2006

Brava ;)

La mia amica speciale, colpita da questa vicenda iraniana, ha scritto ad Amnesty International Italia, chiedendo come mai sul loro sito si parlasse tanto (troppo) di Guantanamo e dintorni e cosi poco' di questo. Amnesty ha risposto cortesemente, e poco dopo e' comparso in evidenza sul suo sito questo link (oltre a questo con accesso a una petizione on line: FIRMATELA).

Magari lo avrebbero fatto comunque. O magari no. Nel dubbio, brava Popo.

Carrol e Cantoni

La foto del giorno di oggi (ieri ?) 19 gennaio su TheReligionOfPeace e' dedicata a Jill Carroll, l'ultima poveraccia rapita dai fascisti tagliagole in Irak. Ha una faccetta da ragazzina sorridente, che mi pare piu' vicina a mia figlia che alla mia morosa - o forse sono io che sto invecchiando. Guardatevela, per controllare se compare su qualche striscione alla prossima manifestazione paci-cosa: ma non vi servira', non ci sara'.

E sperando che finisca bene, mi torna in mente una mia letterina pubblicata mesi fa sull'Unione Sarda:

Clementina Cantoni, a vederla in tv, pare proprio una persona lavoratrice, serena, e senza secondi o terzi fini. Molto lontana dalla spocchia di certi radical-chic antiamericani di mestiere che trascurando l'ABC della sicurezza (vedi qui)
hanno causato piu' danni dello tsunami. Molto lontana anche nel fatto che e' stata liberata senza comizi e cortei dei soliti noti, e senza pantomime teatrali sui presunti agguati. Speriamo che non le scappi di torretteggiare dalla finestra di Walter o la sera da Fazio.


Con il beneficio dell'hindsight -non le e' scappato- avevo guardato bene la sua faccia.

Accademia

Uno. A volte riesco a essere facondo. A una mia ex-studentessa che iniziava oggi il dottorato a Grenoble:

Parola d'ordine : umilta'. La seconda parola d'ordine : ma non a 90 gradi.

Due. Da ItalianVersion su certa affirmative action in UK:

I'll state it again: ethnic quotas and positive discrimination are racism, even if compassionate. The non-racist way is equal opportunities and rights under a strongly ability-based admission system. And results will be different because individuals are different. That's all.

Bravo, come al solito vorrei averlo detto io.

Pandora: grande invenzione !

Ho scoperto, segnalato da non so chi, o per caso, il sito di Pandora, un offspring del cosiddetto Music Genome Project. In pratica, e' un sito dove un player gratuito (se non ti scoccia la pubblicita') ti fa aprire dei thread tematici musicali, e seleziona la musica del tipo che preferisci in base alla struttura del musicista o del brano che scegli. Io ho aperto delle station 'John Abercrombie', 'Art Pepper', etc. con soddisfazione. Ad esempio, la risposta alla domanda 'Why is this track playing ?" per un brano della mia Stefon Harris Station: "Based on what you've told us so far, we're playing this track because it features a vibraphone solo, an outside alto sax solo, a driving swing feel, interesting harmonic progressions and use of modal harmony". Alla faccia.

Va beh, non mi pare fortissimo in musica classica: Franz Schubert e' un pezzo dei Kraftwerk, e non intendevo proprio quello. O a 'Ludwig van Beethoven' mi risponde " Did you mean the artist 'Camper van Beethoven' ?". Veramente no. Comunque questo fratello minore di Ludwig non e' antipatico: volevo dire 'una specie di...' , solo che dei suoi associati selezionati da Pandora non ne ho mai sentito nemmeno uno. Ma non si finisce mai di imparare.

Programma ?

Su un blog che non mi piace (te kustibusz...), si paventa la 'vittoria del nano', in parte per via delle questioni Unipol, e qualcuno commentava suppergiu' "Ma dai per cosi' poco, con tutti quelli che odiano B. !"

Hm, insomma, -commentavo- proprio poco poco non mi pare. E' che con la storia Unipol e' difficile continuare a menarla con la pseudo superiorita' morale, e noi salveremo l'italia e pippe simili; per contro, di contenuti concreti nel programma di Prodi ce n'e' proprio pochi, e condivisi ancora meno.

E apropos programma, e visto che vanno di moda i PACS: "forse non tutti sanno che" nel resto del mondo PACS in realta' sta Physics and Astronomy Classification System, un set di numeri e sigle che identificano le sottodiscipline della fisica. Cercando PACS su Google (non ricordavo l'indirizzo e volevo vedere rapidamente un codice), ho trovato al n.2 il link giusto e al n.1 questo, dove master Capezzone si lamenta che il programma dell'Unione dedica poche vaghe e ben nascoste righe all'argomento. Capisco il disappunto ma non mi agiterei: pensate al resto degli italiani che nelle rimanenti 270 pagine non hanno trovato niente.

[Dimenticavo: quanto all'odiato B., bisogna vedere se e' un odio statisticamente significativo. O si finisce per fare previsioni del tipo Kerry vs Bush, che in italia erano ovviamente a favore del primo: solo che era una presunzione basata sulle opinioni dei liberal (intesi all'americana) e dei fighetti che stanno a Manhattan e dintorni, e sui nostri (nostri ?!) desiderata di radical chic, piuttosto che sulla realta'.]

Anti-anti e adozioni gay

La domanda retorica di RightNation e altri sull'omosessualita' ha fatto parlare un po' tutti. Come mi e' capitato di commentare da qualche parte:

  • Malattia: no;

  • PACS: indifferente/favorevole;

  • Matrimonio: tendenzialmente contrario (non e' un diritto "fondamentale"; lo e' per le coppie etero, al piu', per ragioni biologiche), ma quasi indifferente;

  • Adozione: totalmente contrario (non c'e' anything of the sort di un diritto ad avere figli - per nessuno).

Cerco di discuterne un po' qui sotto. Segnalo, prima che vi stufiate di leggere, che il contributo migliore al dibattito (dibattito ?) mi pare quello di AConservativeMind, che in aggiunta apre una finestra sulla incommensurabile idiozia e supponenza dei nostri governanti "europei" su questi temi.

Ho gia' detto altrove delle minoranze che sembrano vivere per restare culturalmente tali. Qui vorrei toccare altri due punti.

Il primo e' quello della vera o presunta omofobia e dell'uso spesso pretestuoso di questo termine. Troppo spesso si proclamano chiamate alle armi 'anti-X', dove la scelta di X puo' dipendere dal contesto, ma nel mondo polit-correct ci sono dei classici tipo omofobia, islamofobia, xenofobia, ... Spesso queste chiamate sono enfatiche e catastrofiste, e spessissimo del tutto ingiustificate. Personalmente sento la necessita' - mantenendo il senso della misura e la guardia alzata, naturalmente - di essere ogni tanto anti-anti, cioe' anti-anti-islamofobo o anti-anti-razzista o, perche' no, anti-anti-omofobo. Posizione scomodissima alla Finkielkraut (si parva licet..., che abbiamo visto come viene trattato da sinistra) perche' molti assumono che valga l'eguaglianza 'anti-anti'='pro'. Ovvero anti-anti-islamofobo=pro-islamofobo, e quindi, almeno almeno, islamofobo.

Sbagliato. Anti-anti vuol dire dubitare criticamente della necessita' dell'anti-X in questione (esiste davvero una islamofobia ? non e' che e' il mondo islamico che ha l'occidentofobia ? gli omossessuali sono veramente discriminati nella nostra societa' ? sono tanti e cosi' piu' importanti degli straight quanto il battage mediatico sui pacs vuol far intendere ?), e conservarsi la liberta' di essere se necessario contro il pensiero unico esplicitamente, invariabilmente, acriticamente 'pro'.

Il secondo riguarda la famiglia. Riprendo quel che dicevo in questo thread. In realta' ci sono tre sotto-punti: PACS, matrimonio, figli.

a) I PACS possono andare bene, hanno probabilmente delle buone ragioni legali e civili per essere consigliabili.
b) il matrimonio gay non si vede a cosa serva se esistono (esistessero) dei patti civili tipo PACS. Il matrimonio eterosessuale ha delle ottime ragioni biologiche per formalizzare e "blindare" certi rapporti, ragioni che mancano del tutto ai matrimony gay. Queste ragioni sono, ovviamente, i figli e la loro protezione. (Glisso volutamente sul "dettaglio" che le coppie lesbiche possono legittimamente aver figli facendo un piccolo sacrificio extra-coniugale: la cosa non mi piace affatto, come non mi piacciono i figli "a tutti i costi" delle coppie normali).
c) I figli: ragioni biologiche ovvie, dunque, ma anche educazionali. E' gia' difficile crescere dei figli in una famiglia convenzionale, e' piu' difficile ancora da separati. Dalla mia limitata ma non nulla esperienza (esterna ;) di famiglie lesbiche (con figli da precedente legame etero, almeno) - no, grazie, vi garantisco. Non conosco - e non voglio conoscere - famiglie gay maschili. Il punto, e' ovvio, non e' l'esempio, dato che in una famiglia normale non e' che si insegni gran che sulla sessualita': e' invece lo stravolgimento e la maldefinizione dei ruoli sociali e affettivi. Dove finisce il ruolo del padre in una coppia lesbica ? E peggio, il ruolo della madre in una coppia -- come si dice, al maschile, per essere polit-correct ? Le mie figlie vivono bene il loro tempo con me e mi riconoscono una figura di padre (sono separato), ma alla loro madre non potrebbero rinunciare.

In sintesi, il compagno di un padre gay non e' una madre, e la compagna di una madre gay non e' un padre. Facciamocene una ragione.

17 January 2006

Adel Smith il lanciatore, e altri sportivi

Da Vandeaitaliana:

OTTO MESI AD ADEL SMITH.

Il tribunale dell'Aquila ha condannato ieri il sig. Adel Smith a otto mesi per vilipendio della Religione cattolica per aver lanciato dalla finestra il Crocefisso dalla stanza dell'ospedale dov' era ricoverata la madre con altri 3 pazienti. La presenza all'udienza ha impedito al sig. Smith di partecipare al pellegrinaggio alla Mecca dove sono morti 345 pellegrini.


Evvai cosi'.

D'altra parte, peccato che si e' perso il pellegrinaggio, che non si puo' mai dire cosa ti capita in mezzo a tutta quella folla. (Peggio che mai se finisci in mezzo a una partitella di calcio islamico.)

Questione morale facilitata

Ieri sera, scambio di sms con la mia amica speciale:

Lei: "perso tempo a sentire Fini vs Fassino (il mio T9 ha Fassino, il tuo ?)"
Io: " Farsino. Giuro!"

Approfondisco e provo: "Prodi". Believe it or not, Profi.

15 January 2006

Guarda, quasi quasi lo faccio anch'io

Sul sito di Tim Blair un invito alla conversione: sembra uno spasso. Quasi quasi... E tutto sommato, il burqa non e' neanche cosi' antiestetico.

14 January 2006

Monaco 72 : Krauthammer fa a pezzi Spielberg, e io me la rido

Su FrontPageMagazine Krauthammer prende a pappine Spielberg ("the self-hating Jew") e il suo film sulla strage degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco, o meglio quel che lui (o meglio ancora il suo script editor Kushner) pensa che sia stato Monaco. Volevo ben dire... Qui sotto la traduzione. [P.S. Se vi piacciono i siti islamici, ce n'e' uno dove dicono che e' troppo pro-jews. Leggetevi i commenti, soprattutto quelli sulle donne. Wow.]

UPDATE 6 febbraio 2006: bella critica )pag.1 e mezza-pag.2) di Augusta Dall'Olio sul Foglio del 4 febbraio.

---

A "Monaco" vincono i terroristi

Se Steven Spielberg avesse fatto un film di fiction sulla disintegrazione psicologica di un assassino vendicatore, poteva anche andare bene. Invece, ha deciso di chiamare questa finzione "Monaco" e di radicarla in un evento storico reale: il massacro da parte di terroristi palestinesi di 11 atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco 1972. Una volta fatto questo - evocare l'uccisione reale di innocenti che oggi sarebbero circa dell'eta' di Spielberg, non fosse stato per i terroristi palestinesi - uno ha il dovere di dire la storia com'e'.

La sola parte vera della storia sono i pochi minuti che riguardano il massacro vero e proprio. Il resto e' un invenzione "ispirata da eventi reali", come Spielberg spiega delicato nei crediti di apertura.

Da eventi reali ? Fesserie. Ispirata dal credo di Tony Kushner (il coautore della sceneggiatura) che la fondazione di Israele sia stata una "calamita' storica, morale, politica" per il popolo ebreo. Al cinema, e' assiomatico, ti puoi interessare solo a un personaggio che conosci. In "Monaco", gli atleti israeliani sono figure schematiche, secondarie non solo teatralmente ma soprattutto storicamente. Spielberg ci fornisce diligentemente i loro nomi - Spielberg's List - e nient'altro: niente storia, niente contesto, niente relazioni, niente. Sono la' per morire.

Ai palestinesi che pianificano il massacro e cui Israele da' la caccia - con la concisione del maestro filmico di talento - da' struttura, umanita', profondita', storia. Il primo palestinese che incontriamo e' il poeta erudito che fa una lettura pubblica, e' gentile con il suo negoziante italiano -- prima di essere ucciso a sangue freddo dagli ebrei. Poi c'e' l'anziano uomo dell'OLP che coccola la sua figlia bambina -- prima di essere fatto saltare in aria. Nessuno di questi cospiratori viene mai mostrato preparare la strage, ne' alcun'altra atrocita'. Sono mostrati nel fiore della loro umanita', estinta brutalmente dagli ebrei. La piu' choccante brutalita' israeliana colpisce la prostituta olandese - apolitica, bella, patetica - uccisa a colpi di pistola, nuda, naturalmente, dagli israeliani che ormai mezzi impazziti regolano i loro conti privati. Alla maniera israeliana, si suppone.

Anche piu' notevole della manipolazione dei personaggi e' la propaganda nei dialoghi. La tesi dei palestinesi e' espressa in modo diretto ed esplicito: gli ebrei hanno rubato la nostra terra e noi uccideremo ogni israeliano che possiamo per riaverla. Quelli che si suppone esprimano i motivi degli israeliani dicono ... lo stesso. La madre dell'eroe, il sionista militante e spietato, dice: Ci serviva rifugio. L'abbiamo preso. Serva quel che serva per assicurarcelo. E poi comincia a spuntare la lista dei suoi familiari perduti nell'Olocausto.

Spielberg rende l'Olocausto il motore del sionismo, e la sua giustificazione. Che, naturalmente, e' la versione palestinese. In effetti e' la versione classica degli antisionisti, da ultimo il presidente iraniano, che dice che Israele dovrebbe essere cancellato dalle carte. E perche' no ? Se Israele e' nulla piu' del senso di colpa dell'Europa per l'Olocausto, perche' dovrebbero i musulmani sopportare uno stato ebreo ?

Ci voleva un ignoramus hollywoodiano per dar sostanza alla versione di un antisemita radicale iraniano. La storia ebrea non comincia con la Kristallnacht [1938, NdT]. Il primo congresso sionista ebbe luogo nel 1897. Gli ebrei lottarono per il diritto a stabilire un focolare nazionale ebreo in Palestina, ottenendolo dai Britannici nel 1917 e dalla Lega delle Nazioni nel 1922. due decenni prima dell'Oloausto.

Ma la richiesta ebrea e' molto piu' antica. Israele era la casa ancestrale degli ebrei, sede delle prime due leghe ebraiche per oltre un millennio - molto prima degli arabi, molto prima dell'islam, molto prima dell'Olocausto. La distruzione da parte dei romani nel 70 e 135 dopo Cristo estinse l'indipendenza degli ebrei, ma mai la loro intenzione e promessa di tornare sulla loro terra. Il miracoloso ritorno duemila anni dopo fu tragico perche altri aveva occupato quella terra e avevano pretese in legittima competizione. Che e' il motivo per cui gli ebrei per tre generazioni hanno offerto di dividere di spartire la casa. La risposta araba in ognuna di queste generazioni e' stata rifiuto, guerra, e terrore.

E Monaco. Monaco, il massacro, ebbe successo moderato nel lanciare la causa palestinese con il sangue di undici ebrei. "Monaco", il film, ha ora reso quel successo completo, 33 anni dopo. "Monaco" ha la potenza di una grande produzione cinematografica e con l'imprimatur of Steven Spielberg - niente di meno- porta il messaggio originale dei terroristi in ogni cinema del mondo.

Questo non sorprende, considerando che in "Monaco" la bancarotta morale della causa israeliana - e non solo della campagna per assassinare i responsabili della strage ma l'intera impresa dello stesso Israele - e' cosi' completa che il film finisce con il principale assassino del Mossad che, distrutto dalla sua esperienza, abbandona Israele per sempre. Dove si trasferisce l'eroe ? Nella sola vera casa di un ebreo coscienzioso, sensibile, e autentico: Brooklyn.

di Charles Krauthammer (C) 2005 Washington Post Writers Group - Traduzione: V. Fiorentini

13 January 2006

Economia ?

Bestia, le cose che si imparano. Su LeGuerreCivili un commento di Ventinovesettembre (quello dell'Economia austriaca for dummies ;) :

"Berlusconi deve aver studiato economia sul Samuelson: in una vecchia edizione del libro, per confutare le tesi di Hayek su "The Road to Serfdom", aveva elencato il nazismo tra i sistemi sociali liberisti.

In realtà, la zwangwirtschaft (economia coatta) nazista era una versione della gemeinwirtschaft (socialismo) con tutela formale della proprietà privata: ma gli imprenditori (betriebsfuhrer: direttori funzionali) dovevano obbedire ai pianificatori centrali (del reichsfuhrerwirtschaftministerium o qualcosa del genere). Quindi era socialismo sotto mentite spoglie."


Samuelson era anche quello che ha detto "the Soviet economy is proof that, contrary to what many skeptics had earlier believed, a socialist command economy can function and even thrive". Ha ha. (Anche se nelle edizioni recenti del suo libro, ha un po' downtuned, come discusso qui in dettaglio.)

E' anche un premio Nobel, se ricordo bene, il che non aumenta la mia stima del premio Nobel. Lo avevo preso in biblioteca ad un certo punto per darci un occhiata e cercare di capire qualcosa di "tecnico" (da fisico, non posso esimermi) dell'economia, ma senza molto successo. La prima cosa che mi capito' di leggere, ricordo vagamente, era tipo che il punto centrale di tutta l'economia e' che il salariato viene salariato per consumare e cosi' aumentare il capitale del capitalista. But then again, ai tempi avevo una bimba piccola e dormivo poco, e forse non ho capito bene.

Come si intuisce, suggerimenti di lettura migliori e aggiornati sono most welcome ;) .

Uomini dell'anno - 2 (alias: ci si attacca a tutto)

La mia amica speciale mi segnala a commento del mio post sugli Uomini dell'anno :

e cipri' e maresco come uomini dell'anno 2006 (vedi repubblica.it di oggi, 12/01/2006) ...

OK, ci si attacca a tutto... Ma in effetti, con mia sorpresa, "i registi palermitani di Cinico tv bocciano Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti e ridimensionano senza mezzi termini un certo vittimismo, sostenendo che eroi e martiri sono da cercare altrove". Siamo d'accordo: anche se su quale "altrove" ci sarebbe probabilmente da discutere ;).

D'accordo anche sul fatto che "dal punto di vista mediatico hanno presentato Santoro o Guzzanti, persone benestanti con un potere visibile che corrono pochi rischi, come se fossero dei martiri".
Non condivido affatto, invece, che "[...] Enzo Biagi [sia] stato un caso vergognoso": come se il grande vecchio fosse un povero e negletto, invece che uno che scrive in prima sul Corriere e che molte reti in Italia pagherebbero una cifra arbitraria. O magari, posso essere d'accordo anche su questo: scegliendo opportuni aspetti del "caso Biagi" (il 2001, oppure cose piu' recenti).

12 January 2006

Non si fa mai abbastanza

Io vorrei fare a meno di parlarne (ne ho gia' parlato qui e indirettamente anche qui), ma e' difficile. Intanto, premetto che un po' mi vergogno di fare il geopolitico da bar mentre l'Iran continua a vivere l'orrore quotidiano (come la ragazzina stuprata condannata all'impiccagione - grazie Lupo che ci hai pensato tu)...

Comunque, nella big picture atomica, non passa giorno che la storia iraniana non peggiori. Se uno va da Cox&Forkum a farsi due risate con le loro vignette, trova questo che ha si' una vignetta esilarante, ma e' informativo - e percio' deprimente - anche per il contenuto. Dopodiche', con una smorfia in faccia tra il ridanciano e l'amaro, in fondo al post uno trova un link a questa perla di Hans Blix, ex-capo degli investigatori ONU in Irak e ancora prima della IAEA, l'agenzia International Atomic Energy Appeasement, ora diretta da M. El Baradei, ultimo rampollo della coraggiosa e nobile genia dei Nobel per la pace.

"Non sono convinto che la UE abbia fatto offerte abbastanza interessanti agli iraniani", ha detto Blix. La UE potrebbe fare di piu' per ammorbidire la posizione iraniana, incluse le garanzie di sicurezza, "ma e' vincolata dal passeggero scomodo che ha in macchina, gli Americani".

Personalmente penso che queste siano bestialita' davvero notevoli. Lo scopo dei nostri amichetti di laggiu' e' descritto con parole che hanno il pregio della chiarezza da Hussein Massawi di Hezbollah: “We are not fighting so that you will offer us something. We are fighting to eliminate you.” Come nota Roger Kimball, in questo post [scusate la copia incompleta], l'obiettivo e' "non solo espellere l'occidente [...] dal medio oriente, ma anche stabilire la sharia ovunque musulmani su congreghino in qualche quantita'[...] "

Nel grande come nel piccolo: come succede alla Milano di tutti i giorni.

11 January 2006

Moralita' e cooperazione e teleinformazione ;)

Continuano i pezzi che avrei voluto scrivere io : Ballaro' visto da Le Guerre Civili. E Forli' (mio nonno era di li') vista da Sorvegliatospeciale.

10 January 2006

E mi pareva...

Questa pippa di Katrina, l'uragano cattivo e neocon che ha sterminato i neri poveri e risparmiato gli yuppies, mi era sembrata un po' eccessiva, dalle voci sui numeri dei morti che sembravano i "milioni" da attendersi dalla guerra irakena alla presunta razza dei morti stessi, che per il noto razzismo insito nello spirito degli uragani devono essere neri per forza. (D'altra parte e' noto, e non da oggi, che 'sti uraganacci, tutti con nomi un po' nazistoidi come Katrina o Andrew, passano sempre su posti in maggioranza creoli e, di frequente, sul nobile sito della costruzione del comunismo, Cuba - probabilmente un complotto del Mossad.)


Meno male che ci sono persone intelligenti e competenti come questa che rimettono le cose in ordine mostrandoci che la Katrina-hype sulla stampa italiana era una minchiata.

Basta per favore

Prendo troppi aerei e ho troppe cose da fare e neanche tutte bene (e tutte malpagate), quindi non posso leggere tutti i giornali che forse dovrei, anche perche' imparo piu' dai classici che dalla carta straccia. Per fortuna altri lo fanno: leggetevi la sezione Vizi privati e pubbliche virtu' di scheggedivetro qui. Leggetevi cosa scrive il Mortadella alla Stampa. E leggetevi i post Dies IRI di scheggedivetro allo stesso indirizzo (bravo, by the way !). E leggetevi Ricolfi, Perche' siamo antipatici. Se lo legga almeno lui Mortadella, accidenti -- se l'ho letto io ! E ditemi se come anti-Berlusconi doveva capitarci questo buffone, l'espressione della peggiore Italia vecchia e plurivoltagabbana e pseudomoralmentesuperiore (alla Scalfari, per intenderci: ma non sarebbe ora di andare in pensione, per la meloria ?!). Basta, per favore. Aspetta primavera, Prodini. E vedrai la sorpresa.

09 January 2006

Underachiever, and damn proud of it !

A proposito dell'equivalenza di tutte le culture e di tutte le forme di governo, vorrei avere scritto quello che scrive Pera in Senza radici. Vorrei aver scritto le cose ovvie e tragicamente vere che scrive DenBeste in questo documento. Vorrei aver scritto quello che scrive Victor Hanson:

Anche in questa era di multiculturalismo deviato che inganna la nostra gioventu' facendole credere che nessuna cultura e' peggiore di quella occidentale, sappiamo tutti dentro di noi la verita' che viviamo e le bugie che professiamo [cioe': che siamo buoni predicatori e scarsi razzolatori] : chi critica l'Occidente preferirebbe farsi riparare il cuore a Berlino piuttosto che in Guatemala, oppure essere un musulmano a Parigi piuttosto che un cristiano a Riyadh, o una donna o un gay ad Amsterdam piuttosto che in Iran, o gestire un giornale a Stoccolma piuttosto che all'Avana, o bere l'acqua dei rubinetti del Lussemburgo piuttosto che in Cina o Corea del nord. I musulmani radicali demonizzano l'Europa e lodano Allah, ma, se appena possibile, stando in Europa piuttosto che in Libia, Siria, o Iran.
(Come certi signori radical chic che leggono il Nazifesto come unico giornale nella loro villa al mare, se vogliamo. NdT)


La cultura araba di una dozzina di secoli fa ha portato fondamentali contributi alla costruzione di quella occidentale (anche se pure i latini e i regni medievali e i comuni, grazieaDio, qualcosa l'hanno fatta). Sorvoliamo sul dettaglio che l'esportazione della cultura e' venuta a valle dell'esportazione politica e religiosa dell'islam in punta di affilata scimitarra o di puntuta picca per testa mozzata, con procedure al cui confronto la "pace portata con i missili" di oggi fa sorridere amaramente), e anche sul fatto che nondimeno si parla comunque sempre e solo delle crociate ;).

La cultura araba, dicevamo, etc. etc. Eppero' basta, scurdammoce 'o passato. Oggi pressoche' tutti i paesi musulmani arabi (e parecchi anche degli altri: Sudan, Indonesia...) dal punto di vista culturale (musica, letteratura, ...) e scientifico danno alla societa' globale un contributo irrilevante, hanno rilevanza diplomatica solo grazie al petrolio, hanno realizzato societa' oppressive e liberticide, schiavizzano le donne e non rispettano l'infanzia, si basano su leggi religiose paradossali in se' e frequentemente interpretate in modo ulteriormente distorto e pilotato (raramente, comico: vedi il Giornale di oggi 9/1/06 per la fatwa di un capo religioso egiziano che proibisce ai coniugi di fare sesso nudi, giusto per fare una risata)...

Una cosa particolarmente spiacevole va evidenziata: la mostruosa ricchezza generata dal petrolio e', ed e' stata storicamente, terribilmente mal utilizzata. I regimi autocratici tipo Arabia Saudita sono campioni nel distribuire (se si puo' dir cosi') la ricchezza in modo ridicolmente diseguale, e nell'utilizzarla in modo altrettanto frivolo e ill-conceived. In regimi "emergenti" o ancora mal definiti (tipo ANP), del tutto analogamente, gli aiuti occidentali (!) finiscono dispersi in corruttele tribali e di clan e non contribuiscono a produrre nessun circolo virtuoso di sviluppo. Ricordo (allora ero giovane e ingenuo) che lessi con interesse, condividendola, la speranza dei primi anni '80 immaginata nella Sfida mondiale di Servan-Schreiber: in sostanza, la realizzazione di una societa' "al silicio" - cioe' informatizzata - basata sulla conoscenza (piu' che sull'industria "pesante"), grazie agli investimenti dei grandi ricchi del pianeta: i padroni arabi del petrolio. Curiosamente, la speranza e' stata si' realizzata (dato che l'occidente e' di fatto una societa' totalmente informatizzata e knowledge-based e virtualizzata anche nella produzione di reddito in proporzione pesante), ma in modo autonomo da parte del capitalismo "interno" occidentale. Paradossalmente, ancorche' fruire dei mezzi dei veri ricchi, l'occidente ha invece con cio' stesso finanziato per i suoi bisogni energetici i forzieri gia' strabordanti delle varie componenti del califfato islamico. Nelle cui nazioni, tuttavia, sembrano regnare polvere, ignoranza, poverta' ed oppressione - di fronte ad alberghi a 5 stelle lusso.
Prodotti di un sistema di governo e di cultura fallimentari che i radicali (foraggiati proprio dai piu' finanziariamente fru-fru come i sauditi) vorrebbero esportare di la' del Mediterraneo e ovunque altrove. (Sento come un eco di voglia di rivoluzione mondiale, stavolta islamica invece che proletaria, come Woody Allen che ad ogni ascolto della Valkiria di Wagner sentiva una irresistibile voglia di invadere la Polonia ;)

In sintesi, i paesi arabi islamici odierni sono dei terrificanti underachievers. E come Bart Simpson, damn proud of it .



(In effetti, secondo DenBeste, in una cultura di "facciata" come quella araba la coscienza - quella popolare - di questa situazione porta scontento, rabbia, risentimento, che si esplicano in un desiderio (molto diffuso, chiaramente) di emigrazione in altre parti del mondo, peraltro facile generatore di frustrazione e delusione una volta a contatto con la realta' di un mondo competitivo e -questo si', in confronto a quello autocratico islamico - egualitario come quello occidentale. Oppure, nel deflettere - da parte della coscienza autocratica - l'autoaggressivita' verso bersagli opportuni, tipo 'il Sionismo' o il 'Grande Satana' americano, in una specie di culto dell'autovittimizzazione. Un po' psicodrammatico, ma plausibile.)

Insomma, io pero' vorrei vivere, e vorrei che le mie bambine vivessero, in un mondo dove non ci siano lobotomizzati cui sia necessario (anche se chiaramente inutile all'atto pratico) fare domande tipo queste degli uffici immigrazione del Baden,

* Faresti andare tua figlia in piscina per un corso di nuoto?
* Alcuni insinuano che dietro gli attacchi dell'11 settembre 2001 a New York ci siano gli ebrei. Che cosa ne pensate?
* Vi fareste visitare da un dottore (per le donne) o da una dottoressa (per gli uomini)?
* Ritenete che ogni donna debba ubbidire a suo marito e che questi possa picchiarla se lei non lo fa?
* E' legittimo che un uomo rinchiuda in casa sua moglie o sua figlia, per impedir loro di "gettare su di lui vergogna" in pubblico ?
* Cosa fareste se vostra figlia volesse sposare un uomo di altra religione?
* Venite a sapere che persone del vostro vicinato, o della vostra cerchia di amici e conoscenti abbiano compiuto o stiano pianificando un attacco terroristico. Che fate?
* Cos'erano per voi gli autori degli attacchi dell'11 settembre a New York e dell'11 marzo 2004 a Madrid? Terroristi o combattenti della liberta' ?


e che le risposte fossere ovvie come lo sono alla maggior parte delle persone di cultura occidentale. Perche' le culture, e i sistemi di governo, non sono tutti uguali.

08 January 2006

Uomini dell'anno
(Men of the year)

Camillo propone come uomo dell'anno l'italiano rapito in Yemen che ha detto - contrariamente ai rapiti standard che lodano l'umanita' dei rapitori e sostengono la loro causa - che il capo dei rapitori "era un bastardo" [update 11/1/06: premio revocato]. Calma: anche se e' solo il 7 (o l'8 ?) gennaio, il titolo e' andato: a pari merito a Mark Steyn e Arnold Schwarzenegger rispettivamente per aver scritto e motivato l'articolo che riporto sotto. Sorry ma sono le 2 di mattina e non ho cuore e tempo di tradurlo ;)


Like It Is: Tookie goes to Austria

Mark Steyn, THE JERUSALEM POST Dec. 29, 2005


Many of the most heartwarming tales come out of Austria. One thinks of Oberndorf and the little parish church where the organ broke down on Christmas Eve 1818 and so Father Mohr and his organist Franz Gruber wrote a simple song that could be sung with only the accompaniment of a guitar: "Silent Night."

One thinks of the von Trapp family saying so long, farewell, auf wiedersehn, adieu to yieu and yieu and yieu and scramming Nazi Salzburg for a new life in Vermont.

And now we have a third inspirational story from little Austria. One day, a few years after the Trapps skedaddled outta there, a young man was born near Graz. His name was Arnold and he worked out every day and went to America and became Governor of California, and one morning he had to make a decision on whether or not to commute the death sentence of a multiple murderer called Tookie Williams. And he decided instead to let Tookie's execution go ahead.

And back in his old stomping grounds of Graz the politicians went bananas. In the old days, when some local lad made good and became Fuhrer of another state and started killing people, the hometown crowd couldn't wait to have a big ol' Anschluss with him. But times change, and contemplating Arnold's reign of terror his fellow Grazis decided they wanted to disAnschluss themselves from him. Outraged by Tookie's demise, Social Democratic and Green councilors and MPs immediately took action. Or what passes for "action" in European politics these days.
They demanded that Arnold's name be removed from the Arnold Schwarzenegger football stadium. They proposed that it should be renamed the Tookie Williams football stadium. They launched moves to strip Arnold of his Austrian citizenship on the grounds that the death penalty is illegal in Europe, which is why a barbaric nation like the United States is ineligible for membership in the EU. ("What a tragedy," as Americans always say when you point this out to them.)

"People have had enough of him," Peter Pilz, an MP in the Steiermark regional parliament, told The Guardian. "For us, he has committed a state crime."

Personally I have no feelings one way or another on the death penalty. But I'm strongly in favor of sovereign jurisdictions having the right to run their own criminal justice systems. Which is why I rejoice at Arnold's reaction to the "threat" from Graz.

Writing to the mayor of his old town, Schwarzenegger noted that in the course of his gubernatorial term he'd have to make decisions on other death-row inmates, too - the next one comes up in January. So, wrote the governor, "in order to spare the responsible politicians of the city of Graz further concern, I withdraw from them as of this day the right to use my name in association with the Liebenauer Stadium... I expect the lettering to be removed by the end of 2005" - and, given that most European municipal workers are on vacation till the second week of January, that means the mayor may have had to sub-contract the job to any obliging Albanian Muslim refugees he could round up.

"The use of my name to advertise or promote the city of Graz in any way is no longer allowed," continued Arnold. "Graz will not have any problems in the future with my decisions as governor of California, because officially nothing connects us any more."

And just for good measure he returned the "Ring of Honor" he was given in 1999 for the "pride and recognition" he brought Graz.

THAT WOULD seem to suit everybody. Graz will be free to rename its stadium after Tookie Williams on New Year's Day and the "state criminal" Schwarzenegger no longer has to live in dread of being formally stripped of his "Ring of Honor" in a humiliating resolution of the Graz council.

But mysteriously the governor's severing of ties with his home town seemed to distress them. The mayor, Siegfried Nagl, begged Arnold to reconsider, only to be told that the ring was already in the mail. It seems that, aside from Kurt Waldheim, there haven't been a lot of internationally marketable Austrians in recent years, and somehow the campaign to rename the football stadium has lost its momentum. The former Crip gang leader would certainly look very fetching on a souvenir dirndl or baggy gangsta-style lederhosen, and no doubt you could have a range of commemorative dishes on the cafeteria menu - say, a 7-Eleven schnitzel, to mark Tookie's murder of 26-year old store clerk Albert Lewis Owens, followed by a Brookhaven strudel, to honor the motel at which he murdered an elderly Taiwanese family for a hundred bucks, all washed down with a Muthaf--ka apfelsaft, named for the term he used to threaten the jurors who convicted him. Should do wonders for the Austrian tourism industry.

Schwarzenegger is no conservative, and has been a disappointing governor. But his letter is magnificent, and the pleasure it affords was only heightened by the hilarious Guardian headline to its report on the "controversy": "Schwarzenegger Faces 'Tookie' Backlash In Austria."

No, he doesn't. With one typewritten sheet, he's ended the whole damn backlash, and usefully offered a good basic template for US-EU relations that recognizes the basic differences between the two: Americans have responsibilities, Europeans have attitudes. Indeed, the EU has attitudes in inverse proportion to its ability to act on them. It's able to strut and preen on the world stage secure in the knowledge that nobody expects it to do anything about anything. If entire nations want to embrace self-congratulatory, holier-than-thou gesture politics as a way of life, why not give them a hand? The politicians of Graz want Tookie to be a domestic political issue? Now he is, if only for the tourist industry.

So, like the von Trapps, Arnold is singing as he goes:
Green Party poseurs
And posturing mayors
Renaming stadia
For multiple slayers
Dull civic honors of cheap cheesy rings
These are a few of my least fav'rite things...
[sul tema di My favorite things]

Arnold to Graz: Don't ring me, I'll ring you.

L'Iran, e il mondo, sull'orlo

Traduzione dell'articolo [english original] di P. D. Hornik, FrontPageMagazine.com, 05/gen/06. NdT: su questa visione, giustamente, pessimistica dell'Europa, vedete anche questo rispettabile punto di vista. NdT2: Hard o soft power ? Personalmente penso che l'hard power tout court possa risvegliare contro l'occidente anche la massa oppressa iraniana che potremmo portare dalla nostra parte facilmente con un qualche compromesso. Se ci inventassimo un potere barzotto ?]


Le notizie dall'Iran peggiorano continuamente. Mercoledi' il Guardian ha riferito di una informativa di intelligence occidentale del luglio 2005 che "utilizza materiale raccolto dai servizi inglesi, francesi, tedeschi, e belgi", che potrebbe scuotere addirittura l'Europa occidentale dal suo autocompiacente pacifismo, se ancora possibile.

Il Guardian riporta che secondo il documento, di 55 pagine, “il governo iraniano ha setacciato l'Europa, con successo, alla ricerca del sofisticato materiale necessario a sviluppare una bomba atomica [...] Gli scienziati di Teheran hanno anche acquistato parti di missili balistici in grado di raggiungere l'Europa, con" - citando la conclusione del rapporto - "richieste e acquisizioni di importazione quasi giornaliere." Secondo il Guardian “e' la dettagliata descrizione del programma d'acquisti nucleari iraniani che allarmera' maggiormente i dirigenti occidentali, che da tempo rifiutano di dar credito alla versione di Teheran che [l'Iran] non e' interessato allo sviluppo di armi nucleari, ma del nucleare per usi energetici."

Chi e' abituato alla tendenza dell'occidente a “sell its enemies the rope” non si meravigliera' di sapere che l'Iran "ha sviluppato una vasta rete di aziende, enti governativi, istituti accademici e mediatori dispiegati per ottenere - in Europa occidentale e nella ex-Unione Sovietica - il know-how, il training, e l'equipaggiamento per programmi nucleari, sviluppo di missili e di arsenali biochimici. Si puo' pensare che se la rete e' cosi' capillare, dovrebbe esserci piu' gente allarmata sulle vere intenzioni degli iraniani. Secondo il Guardian "il trapelare di questo rapporto dei servizi potrebbe indicare una crescente frustrazione per il rifiuto iraniano di sottostare alle richieste occidentali di abbandonare i programmi per la produzione di carburante nucleare per un reattore (di costruzione russa) che dovrebbe entrare in linea quest'anno. Dove c'e' frustrazione, c'e' speranza ?

Il rapporto dei servizi indica anche il tipo di assetto mondiale da attendersi se l'occidente continua ad ignorare la pericola tendenza in atto, e (cosi' il Guardian) "segnala che la Siria e il Pakistan hanno pure acquistato tecnologia e materiali necessari a sviluppare programmi missilistici e per l'arricchimento dell'uranio; indica il ruolo giocato dalla Russia nella escalation degli armamenti nel medio, ed esamina quello di dozzine di ditte cinesi nel programma di armamento nucleare della Corea del Nord".

Per ora, comunque, sul palcoscenico c'e' il despota iraniano che Charles Krauthammer ha descritto come "un pazzo certificato sul punto di ottenere le armi dell'apocalisse", predicendo sinistramente che "nessuno fara' niente in proposito". L'Iran non sembra preoccupato (nota il Guardian), e si e' rilanciato nella disputa con USA ed UE (martedi' scorso) notificando alla International Atomic Energy Authority [quella di El Baradei il temporeggiatore, NdT] che intende riprendere la ricerca sul combustibile nucleare la prossima settimana."

Da un lato, dunque, c'e' il piu' virulento degli attuali proponenti del culto islamista della morte, preoccupato solo del potere e del dominio, e pronto a scatenare qualunque strage. Dall'altro c'e' un entita' chiamata occidente, che si suppone attaccato al valore della vita o almeno di ideali umanistici, riluttante a lottare anche per valori cui davvero tiene, e cosi' frammentato da poter difficilmente essere descritto come una singola entita'.

Al culto islamista della morte e' poco rassicurante opporre un'Europa occidentale con il suo sviluppo demografico in calo, il suo culto radicato dell'odio verso America e Israele, e il suo credere nel soft power. ["Soft power is the ability to get what you want by attracting and persuading others to adopt your goals." Ha ha (NdT).] Da almeno un paio d'anni, con una sorta di divisione di compiti, l'America si e' occupata del grosso del combattere in Iraq, mentre Inghilterra, Francia, e Germania si sono "occupate" dell'Iran cercando di convincerlo con discorsi e promesse a rinunciare ai suoi obiettivi. Non aspettiamoci che il lamentevole fallimento di questo esercizio di soft power, insieme alle relativamente modeste esplosioni di violenza islamista in Spagna, Inghilterra e Francia, spingano l'Europa al punto di minacciare in modo credibile l'Iran, e non parliamo dell'agire contro di esso. L'Europa sembra irrecuperabile; pare difficile che una civilta' che non riesce a sostenersi demograficamente possa lottare per la poca forza vitale cui si aggrappa.

C'e poi Israele, dove (nonostante l'appeasement e la delusione dell'era di Oslo) le minaccie del pazzo iraniano hanno una risonanza convincente in tutto lo spettro politico. Nessun governo israeliano avrebbe problemi politici interni attaccando l'Iran, ma ne avrebbe molti operativi, non solo dovuti alla distanza e alle dimensioni della sua aviazione, ma anche alle enclave terroristiche che Israele ha lasciato crescere a Gaza, nel West Bank, e nel Libano meridionale, le quali associate allo stesso Iran costituirebbero una minaccia di rappresaglia devastante. Israele non puo' essere quindi escluso, ma la sua posizione e' precaria.

Rimangono gli Stati Uniti, ben superiori all'Europa e a Israele per capacita' operativa, e fortunatamente solo parzialmente infetti dal virus dell'autonegazione. Un settore della politica americana, alla maniera europea, non sa accettare di essere in guerra, e si preoccupa piu' di vessare il presidente per intercettazioni di terroristi vecchie di quattro anni fa, che non delle attuali, imminenti apocalittiche minacce. L'America sana e forte e', di nuovo, la principale speranza del mondo.

07 January 2006

L'immoralista

"In una democrazia liberale la moralita' e' patrimonio di tutti. In Italia, invece, e' patrimonio diffuso solo nell'elettorato di centrosinistra. L'elettorato di centrosinistra, dico purtroppo, e' moralmente di gran lunga superiore a quello di centrodestra". Paolo Flores D'Arcais in un intervista alla Stampa. Ebbene si', devo ammetterlo, sono un immorale. Nella buona, ancorche' affollata, compagnia di circa 17 milioni di italiani.

Hat tip: AConservativeMind, che ha altri interessanti post su D'Alema e Chavez.