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14 January 2006

Monaco 72 : Krauthammer fa a pezzi Spielberg, e io me la rido

Su FrontPageMagazine Krauthammer prende a pappine Spielberg ("the self-hating Jew") e il suo film sulla strage degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco, o meglio quel che lui (o meglio ancora il suo script editor Kushner) pensa che sia stato Monaco. Volevo ben dire... Qui sotto la traduzione. [P.S. Se vi piacciono i siti islamici, ce n'e' uno dove dicono che e' troppo pro-jews. Leggetevi i commenti, soprattutto quelli sulle donne. Wow.]

UPDATE 6 febbraio 2006: bella critica )pag.1 e mezza-pag.2) di Augusta Dall'Olio sul Foglio del 4 febbraio.

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A "Monaco" vincono i terroristi

Se Steven Spielberg avesse fatto un film di fiction sulla disintegrazione psicologica di un assassino vendicatore, poteva anche andare bene. Invece, ha deciso di chiamare questa finzione "Monaco" e di radicarla in un evento storico reale: il massacro da parte di terroristi palestinesi di 11 atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco 1972. Una volta fatto questo - evocare l'uccisione reale di innocenti che oggi sarebbero circa dell'eta' di Spielberg, non fosse stato per i terroristi palestinesi - uno ha il dovere di dire la storia com'e'.

La sola parte vera della storia sono i pochi minuti che riguardano il massacro vero e proprio. Il resto e' un invenzione "ispirata da eventi reali", come Spielberg spiega delicato nei crediti di apertura.

Da eventi reali ? Fesserie. Ispirata dal credo di Tony Kushner (il coautore della sceneggiatura) che la fondazione di Israele sia stata una "calamita' storica, morale, politica" per il popolo ebreo. Al cinema, e' assiomatico, ti puoi interessare solo a un personaggio che conosci. In "Monaco", gli atleti israeliani sono figure schematiche, secondarie non solo teatralmente ma soprattutto storicamente. Spielberg ci fornisce diligentemente i loro nomi - Spielberg's List - e nient'altro: niente storia, niente contesto, niente relazioni, niente. Sono la' per morire.

Ai palestinesi che pianificano il massacro e cui Israele da' la caccia - con la concisione del maestro filmico di talento - da' struttura, umanita', profondita', storia. Il primo palestinese che incontriamo e' il poeta erudito che fa una lettura pubblica, e' gentile con il suo negoziante italiano -- prima di essere ucciso a sangue freddo dagli ebrei. Poi c'e' l'anziano uomo dell'OLP che coccola la sua figlia bambina -- prima di essere fatto saltare in aria. Nessuno di questi cospiratori viene mai mostrato preparare la strage, ne' alcun'altra atrocita'. Sono mostrati nel fiore della loro umanita', estinta brutalmente dagli ebrei. La piu' choccante brutalita' israeliana colpisce la prostituta olandese - apolitica, bella, patetica - uccisa a colpi di pistola, nuda, naturalmente, dagli israeliani che ormai mezzi impazziti regolano i loro conti privati. Alla maniera israeliana, si suppone.

Anche piu' notevole della manipolazione dei personaggi e' la propaganda nei dialoghi. La tesi dei palestinesi e' espressa in modo diretto ed esplicito: gli ebrei hanno rubato la nostra terra e noi uccideremo ogni israeliano che possiamo per riaverla. Quelli che si suppone esprimano i motivi degli israeliani dicono ... lo stesso. La madre dell'eroe, il sionista militante e spietato, dice: Ci serviva rifugio. L'abbiamo preso. Serva quel che serva per assicurarcelo. E poi comincia a spuntare la lista dei suoi familiari perduti nell'Olocausto.

Spielberg rende l'Olocausto il motore del sionismo, e la sua giustificazione. Che, naturalmente, e' la versione palestinese. In effetti e' la versione classica degli antisionisti, da ultimo il presidente iraniano, che dice che Israele dovrebbe essere cancellato dalle carte. E perche' no ? Se Israele e' nulla piu' del senso di colpa dell'Europa per l'Olocausto, perche' dovrebbero i musulmani sopportare uno stato ebreo ?

Ci voleva un ignoramus hollywoodiano per dar sostanza alla versione di un antisemita radicale iraniano. La storia ebrea non comincia con la Kristallnacht [1938, NdT]. Il primo congresso sionista ebbe luogo nel 1897. Gli ebrei lottarono per il diritto a stabilire un focolare nazionale ebreo in Palestina, ottenendolo dai Britannici nel 1917 e dalla Lega delle Nazioni nel 1922. due decenni prima dell'Oloausto.

Ma la richiesta ebrea e' molto piu' antica. Israele era la casa ancestrale degli ebrei, sede delle prime due leghe ebraiche per oltre un millennio - molto prima degli arabi, molto prima dell'islam, molto prima dell'Olocausto. La distruzione da parte dei romani nel 70 e 135 dopo Cristo estinse l'indipendenza degli ebrei, ma mai la loro intenzione e promessa di tornare sulla loro terra. Il miracoloso ritorno duemila anni dopo fu tragico perche altri aveva occupato quella terra e avevano pretese in legittima competizione. Che e' il motivo per cui gli ebrei per tre generazioni hanno offerto di dividere di spartire la casa. La risposta araba in ognuna di queste generazioni e' stata rifiuto, guerra, e terrore.

E Monaco. Monaco, il massacro, ebbe successo moderato nel lanciare la causa palestinese con il sangue di undici ebrei. "Monaco", il film, ha ora reso quel successo completo, 33 anni dopo. "Monaco" ha la potenza di una grande produzione cinematografica e con l'imprimatur of Steven Spielberg - niente di meno- porta il messaggio originale dei terroristi in ogni cinema del mondo.

Questo non sorprende, considerando che in "Monaco" la bancarotta morale della causa israeliana - e non solo della campagna per assassinare i responsabili della strage ma l'intera impresa dello stesso Israele - e' cosi' completa che il film finisce con il principale assassino del Mossad che, distrutto dalla sua esperienza, abbandona Israele per sempre. Dove si trasferisce l'eroe ? Nella sola vera casa di un ebreo coscienzioso, sensibile, e autentico: Brooklyn.

di Charles Krauthammer (C) 2005 Washington Post Writers Group - Traduzione: V. Fiorentini

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