-->

02 February 2006

Islam e vignette

Come evidenziato tra gli altri da Paolo di Lautreamont, di recente in alcuni paesi europei, paradossalmente - o forse no - tra i piu' avanzati nelle conquiste della multiculturalita', esistono e proliferano sacche di sottopotere di origine islamica radicale, che tendono con sempre maggiore evidenza ad assumere toni ed atteggiamenti da aspiranti dominanti. Ci sono numerosi esempi di cui si potrebbe discutere, dalle banlieues francesi alle risse australiane alla violenza contro critici dell'Islam e contro donne in Olanda, paesi baltici, Australia, Francia, etc. etc. fino a situazioni che sarebbero macchiette comiche se non fossero potenziali indicatori di disastri futuri, da quella del velo che andrebbe imposto tutte le insegnanti anche non islamiche in Austria al crocifisso da buttare - e buttato- dalla finestra qui da noi. Rigorosamente non intendo parlare dei polit-correct miei coabitatori di questo continente per i quali qualunque obiezione a questa arroganza e' razzista. E dunque, ecco qua.

Una storiella ormai vecchia per chi bazzica i blog, ma tornata alla ribalta pochi giorni fa (indovina "grazie" a chi ?) e' quella delle vignette su Maometto del giornale danese Jilland Posten. Personalmente le trovo completamente innocue -- vignette alla Forattini, molto meno offensive di certe maialate pur talvolta amaramente divertenti alla Vauro. Mi paiono anche ragionevoli per equal opportunity, visto il continuo vilipendio intutti i paesi occidentali di simboli, immagini, e personaggi cristiani o anche piu' genericamente e abbondantemente, di valore civile o storico per l'occidente ad opera di un po' tutti inclusi a buon diritto gli islamici. Al momento le trovate qui, ma (vedi lo stesso sito) vari grossi giornali in giro per il mondo le stanno pubblicando. La mia preferita e' questa qui:



Svegliandosi un po' in ritardo, gli istero-islamici hanno inscenato recentissimamente per queste vignette abbondanti e ottime dimostrazioni, isterismi, occupazioni, bruciamenti di bandiere, guess which ?, e parecchi siti (in Francia in particolare) sono stati svalangati di m###a o addirittura chiusi. (I danesi, va detto, duri e vichinghi, almeno in senso relativo, come pochi.) Per queste espressioni, nemmeno particolarmente criticabili, di opinione molti paesi arabi hanno richiamato i loro ambasciatori in Danimarca, e la stessa sta perdendo valanghe di denaro da sudato lavoro (in Europa si lavora, mica come in Palestina) per un assurdo boicottaggio negli stessi paesi.


E allora ? Allora: qui in occidente siamo in grado di incassare e civilmente respingere se necessario gli attacchi alla/e religione/i storiche su cui si basa la nostra cultura. Perche' sia chiaro, a noi (almeno ai non self haters tra noi) la cultura e lo stile di vita e le istituzioni occidentali piacciono, e vi ricordo che le culture non sono tutte uguali. Nel mondo islamico odierno questo evidentemente non e' vero, e le sue reazioni scomposte, isteriche, eccessive manifestano alcuni dei suoi problemi culturali e politici. Quelli che mi vengono in mente:

1) una frustrazione per le proprie inadeguatezze al vivere civile moderno (arivedi il mio aureo post);

2) la tetragona, inflessibile, inplausibile, irragionevole difesa ad oltranza del proprio - sinceramente, come altri, discutibile - credo religioso. Una difesa, spiace dire, basata su argomenti molto deboli e questionabili:

a) un'interpretazione legnosa, autocratica, e spesso di comodo di un libro di poemetti del VII secolo: intanto il libretto in questione e' molto meno bello, per dire, delle Rubayat di Omar Khayyamm (in inglese qui); poi, se vogliamo fare a chi e' piu' tosto, anche la Bibbia prescrive spesso, se presa letteralmente, azioni drastiche e violente sulla base di dettami divini, ma nella normale evoluzione intellettuale e culturale si da' il caso che tali prescrizioni non vengano prese letteralmente in occidente (a parte le facezie di alcuni cretini) : una tale flessibilita' evoluzionistica pare sfuggita ai nostri fratelli oltremediterraneo.

b) la indiscutibile assunzione della moralita' superiore e semidivina di Maometto il profeta: ora, nel VII secolo, e via siamo buoni, anche nel IX o X secolo, questa teoria poteva pure passare. Ai nostri tempi, non e' piu' cosi': tra i milioni di milioni, invito a leggere (e' anche divertente, if slightly didascalica) questo debunking dei miti su Maometto. Naturalmente tutto andrebbe bene se si interpretassero i lasciti morali dei profeti cum grano salis: ma prendendo le cose letteralmente si sconfina velocemente nel ridicolo (vedi l'ultimo link: dubito che chi lo scrive riesca a restare serio mentre lavora).

Per noi cristiani, o quantomeno educati come tali, non e' sconvolgente pensare che Gesu' era anche uomo, e quindi forse avra' avuto delle donne, avra' avuto i suoi cedimenti, le sue ribellioni, e le sue incazzature (l'ultima sulla croce, se non sbaglio). Nell'Islam, non sia mai: tutto quel che discende dal profeta e' oro colato, anche -sembrerebbe- le sue relazioni "particolari", le sue visioni aggiustate per permettersi deroghe alle proibizioni fatte ad altri, i suoi omicidi d'opinione. Appunto: se si pretende di essere letterali le cose si complicano, ma questo e' quel che l'islamico medio fa: non risponde "Vabbe', ma queste sono cose da interpretare e da rielaborare"; no, sofistica invece sulle traduzioni o conciona sull'effettiva eta' della moglie preferita di Maometto (come se 11-12 anni invece che 8 fossero un gran miglioramento) e sull'eta' di effettiva maturita' sessuale (lettura spiacevole ma interessante in merito qui), in perfetta sintonia (in questo specifico contesto) con lo scarso rispetto dell'infanzia e della donna, o di ambedue.

In effetti, Maometto era probabilmente il tipico uomo di potere nel mondo medio-orientale del suo tempo, con qualche stranezza in aggiunta su questioni come il numero delle mogli e simili, cioe', diciamocelo, una vera schifezza. Sintetizzata con garbo nel debunking segnalato sopra, con meno garbo ma non meno efficacia dal LupodiGubbio (in sintesi: bugiardo, assassino, pedofilo, inventore di un proto-nazismo milletrecento anni prima dell'imbianchino). Il bello e' che le cose cui ci si riferisce non le dicono dei biechi antiislamici: stanno scritte nel Corano (e non menatemela con le traduzioni, poche balle).

3) L'Islam dichiara programmaticamente di voler islamizzare il mondo, se necessario con la forza, come e' successo una dozzina di secoli fa in Europa meridionale. In questo, somiglia alla rivoluzione proletaria mondiale come motore della volonta' egemonica dell'Unione Sovietica: ma qui e' un elemento costitutivo dichiarato, non un'opinione (per quanto verosimile). Questo mentre le altre grandi religioni monoteistiche si sono evolute (di nuovo quella parola, hm) e non mirano piu' -da molti secoli- a evangelizzare, o whatever, il mondo con la spada.

Alla volonta' di espansione islamica e alla sua pressione demografica noi miseri polit-correct opponiamo l'auto-odio e la contrazione demografica e le porte aperte all'immigrazione indiscriminata. Ovviamente, il destino di lungo (speriamo) termine e' la conversione, oppure la sottomissione quali dhimmis, implicitamente cittadini di seconda o inferiore categoria. Ma non finisce con la questione religione-A-vs-religione-B: e' che quelli che non hanno una religione e non la vogliono avere, dovranno invece avercela; che la civilta' del diritto occidentale sara' rimpiazzata da un codice teocratico-tribale; che forme di governo democratiche e tolleranti saranno rimpiazzate da governi autocratici e oppressivi; che la condizione della donna, che in occidente e' di sostanziale parita', tornera' ad essere di sottomissione (e chi dice che non c'e' parita' qui vada un po' a vivere la', e chi dice che c'e' lo stato confessionale qui, vada a sorbirsi invece gli ulema di costaggiu'). Giusto i motivi che spingono la gente a venire in occidente e non viceversa ad andarsene. Come scrive Steyn qui, tra qualche decennio l'Europa potrebbe essere semplicemente qualcosa come Santa Sofia a Costantinopoli: un "piece of real estate" occupato, non piu' una sede di cultura e tradizioni proprie:

Most people reading this have strong stomachs, so let me lay it out as baldly as I can: Much of what we loosely call the western world will survive this century, and much of it will effectively disappear within our lifetimes, including many if not most western European countries. There’ll probably still be a geographical area on the map marked as Italy or the Netherlands— probably—just as in Istanbul there’s still a building called St. Sophia’s Cathedral. But it’s not a cathedral; it’s merely a designation for a piece of real estate. Likewise, Italy and the Netherlands will merely be designations for real estate. The challenge for those who reckon western civilization is on balance better than the alternatives is to figure out a way to save at least some parts of the west. [Notare l'inizio mutuato dal discorso di Churchill alla House of Commons nel '40 (credo...)]

In piu, tristemente differenziandosi dai loro predecessori medievali, i potenziali invasori di oggi non hanno proprio niente da offrire in termini di innovazioni scientifiche, culturali, artistiche, mentre quelli di dodici secoli fa ne avevano un bel po', per quanto sulla punta delle scimitarre.

Esagerato, catastrofista ? Temo di no, e poi di solito sono sostanzialmente ottimista. In ogni caso, non sono io o quelli come me a dover mostrare ragionevolezza o a dover convincere qualcuno di essere una persona ragionevole. A me piacerebbe, invece di questo, scrivere di cose divertenti o non scrivere per niente e andare a spasso con la mia donna - ma senza burqa.

(P.S. Costituzione della Repubblica, Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.)


Trackbacked a Robinik Olimpic OT

Links to this post:

Create a Link

<< Home