-->

06 March 2006

Romano iraniano

8.35 del 6 marzo, radio 3.

Mi e' gia' capitato di commentare una fesseria scritta da Sergio Romano sul nucleare iraniano, quindi non dico gran che di nuovo. Ma stamattina (6 marzo 06) alla rassegna stampa di Radio3 il prode Romano ha superato se' stesso, tanto da sfidare la mia gia' modesta capacita' di sopportazione e di sintesi. Un ascoltatore diceva (ma in modo piu' sgrammaticato di cosi') che, a parte che chi l'ha detto che il nucleare iraniano non e' per usi civili, gli USA non hanno titolo a protestare perche' "hanno buttato due bombe atomiche", e perche' sono una potenza militare imperialista, e via banaleggiando.

(Ma senti questo, di mattina presto.) Sorvoliamo, vabbe', sulla presunta pacificita' del programma nucleare; sorvoliamo, eddai, sul fatto che e' tutto il mondo a diventare un posto meno sicuro con la eventuale nuclearizzazione sia civile che, a maggior ragione, militare iraniana, e per noi qui a tiro di missile dall'Iran molto piu' che per i cattivoni amerikani - e riassumiamo invece la risposta/chiosa/epistola del nostro Romano (nomen omen, apparentemente) - che per fortuna di tutti noi non e' piu' ambasciatore ne' rappresentante di alcunche' eccetto della propria banalita'. La prende alla lontana:

la pretesa iraniana di avere il nucleare civile e' del tutto giustificata, perche' l'Iran e' si' una potenza petrolifera, ma non e' un forte raffinatore, e addirittura un forte importatore di benzina.

(Calma, non agitiamoci.) Ammesso che questo sia vero, perche' l'Iran poverino non si attrezza di raffinerie, oppure di centrali a gas naturale del quale e' pure ricchissimo, invece che di centrali nucleari, che sono piu' costose, e piu' pericolose se non le si sa costruire e usare bene (con la tech russa, figuratevi un po') ? Ecco perche':

anche una potenza petrolifera deve pensare al futuro esaurimento delle scorte e quindi volgersi a diverse fonti energetiche con lungimiranza.

(Hmmm, che nervi.) Ehm... anche se questo e' concettualmente vero, l'Iran non ha mai dimostrato, e non lo fa ora, lungimiranza in nessuna altra questione politica o economica, e' governato da teocrati seminazisti, e presieduto al momento da un pazzo certificato. Forse e' un po' pericoloso. Forse non tutti i governi sono uguali o almeno ugualmente affidabili ? Secondo, che argomento e' questo da parte di uno i cui sodali (forse anche lui personalmente) sono dichiaratamente contrari al *nostro* nucleare civile, che in Italia e' al di sotto della bestemmia: e noi non siamo nemmeno una potenza petrolifera ! Se uno si dichiara a favore del nucleare civile iraniano, per onesta' intellettuale dovrebbe essere sostenitore del nucleare civile italiano. See, vabbe'.

(Non incavoliamoci, ragioniamo.) Ma fosse nuke militare ? Lungi dal far presente all'ascoltatore che le bombe della WW-II sono di 62 anni fa, e che giusto gli arsenali USA hanno fatto da deterrente (Cold war, mai sentito ? Leggersi Gaddis, prego) alla guerra nucleare sovietica, Romano ci gratifica di questa analisi (leggi: sequela di cazzate che non ne ho mai sentite tante tutte in fila) impeccabilmente sciorinata col solito birignao :

Un paese piccolo privo di armi nucleari e' piu' soggetto alle pressioni e alle minacce esterne. Nella regione l'Iran non si sente sicuro, e si trova a temere la pressione di potenze nucleari potenzialmente aggressive: Pakistan, Israele, gli stessi Stati Uniti, ora che hanno conquistato l'Afganistan e l'Irak.

(Oh Gesu' !) Se non fosse che chi delira sulla distruzione di altre nazioni e' l'Iran, chi nega l'olocausto e' l'Iran, chi finanzia i terroristi Lebanon-based e' l'Iran, la teocrazia nazista e' l'Iran, chi fomenta la guerra civile irakena tramite gli sciiti fondamentalisti e' l'Iran. (Naturalmente, non ricordo tutto letteralmente, ma conquistato l'ha detto davvero !)

8.45 del 6 marzo, bar "La caravella". "Buongiorno, una camomilla doppia, per favore."

Links to this post:

Create a Link

<< Home