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12 April 2006

I am (un)easy

Foglio, 12 aprile:

Al direttore: Gli italiani all'estero regalano la vittoria all'Unione. Tutto, piuttosto che avere Umberto Eco tra i coglioni. (Christian Rocca)

Altra lettera, meno divertente :

Lunedì pomeriggio, mentre iniziava a profilarsi il testa a testa elettorale, Enrico Letta ha detto che le prime dichiarazioni del leader che avrebbe vinto sarebbero state della massima importanza per stabilire il clima politico successivo alle elezioni. La prima dichiarazione programmatica di Prodi è stata: “Non siamo disposti a tollerare la divisione in cui si è trovato il paese”. Visto che tutto lascia supporre che sarà disposto ad accettare la posizione politica del “suo” 50 per cento penso che non sia disposto a tollerare la posizione politica del “nostro” 50 per cento. Bene, il primo messaggio del bonario leader che vuole pacificare gli italiani avvolgendoli in un clima di patria fratellanza si esprime con una parola: intolleranza. (Roberto Bellia)

Sempre sul Foglio, in prima pagina, si richiamano i commenti di Rossana Rossanda e dell'ex-presidente della corte costituzionale: il succo e' che l'Italia e' marcia per via di B. e della destra, cioe' il "nostro" 50% di cui sopra e' malato, non di diversa opinione od orientamento. Ieri sera ho sentito le "reazioni" degli "artisti" in televisione, stamattina ho intravisto una tramissione con Augias che intervistava Giannini di Rep in un comizio a due sulle leggi sbagliate.... la campagna elettorale e' finita, ma il clima non migliora di niente, e a me non piace neanche un po'.

Per il resto, anche se che il riconteggio delle schede contese e' un atto dovuto (dal punto di vista della teoria degli errori, almeno) e sono d'accordo che si faccia, spero vivamente che non cambi il risultato. AConservativeMind lo spiega molto meglio di me. Cito il brano, secondo me, chiave, e che un po' mi tranquillizza:

Prodi [...] dice che governera' cinque anni, che la sua e' stata una grande vittoria e parla davvero come se avesse ricevuto un'investitura popolare. L'uomo che aveva promesso di unire l'Italia se ne sta semplicemente fregando della maggioranza degli italiani. Chiedendo di avere il mandato a governare ha firmato il suo suicidio politico. Lo hanno capito bene i Ds, i quali usano infatti un linguaggio assai piu' cauto. Gavino Angius insiste perche' la presidenza di una delle Camere sia data a un esponente della Cdl, con la quale secondo lui andrebbe concordata anche l'elezione del presidente della Repubblica. Massimo D'Alema, dopo le prime figuracce, si guarda bene dal suonare la tromba: ora parla di un "paese spaccato" e di un risultato "molto tirato, al di la' di quello che era prevedibile". Piero Fassino tira il freno a mano e dice che il loro governo "rappresentera' l'intero Paese facendosi carico delle aspettative e delle esigenze di tutti, con attenzione e scrupolo anche di chi ha votato il centrodestra".

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