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13 April 2006

Media e conteggi

Michael Barone (non potrei essere piu' d'accordo):

Much is made in old media over Berlusconi's control of the media. He is the richest man in Italy, and he owns three of the six broadcast television stations, plus as prime minister he supposedly controls the three state broadcast television stations. But old media overstates its case. Two of Berlusconi's three TV stations present little in the way of news (that's why he made money on them), and the third, Canale Cinque, does not provide sycophantic coverage of Berlusconi. Rather to the contrary: I once saw its anchor, Enrico Mentana (who bears a suspicious resemblance to Fox News's Neil Cavuto), give Berlusconi a pretty tough grilling—reminiscent of the way Cavuto and Brit Hume ask tough questions of conservatives on Fox News. As for the three state-owned stations, RAI Uno historically was the province of the Christian Democrats, RAI Due of the Socialists, RAI Tre of the Communists, and all three are pretty solidly anti-Berlusconi. Think of the way ABC, CBS, and NBC cover George W. Bush.
As for the print press, Berlusconi owns Il Giornale, which features economic statistics showing the predatory character of lo stato ladro on its front page. But it's far less influential than Corriere della Sera and La Stampa, which present a variety of opinions but tend to reflect the outlook of Italy's anti-Berlusconi corporate elite. La Reppublica, based in Rome, is a left-wing hit-man sheet. L'Unità is the former Communist paper: Enough said.


In omaggio alla teoria degli errori, Christian Rocca sul conteggio:

Non c'è in corso nessun riconteggio, in corso c'è il conteggio. Quello vero, quello ufficiale, l'unico. I deputati e i senatori sono proclamati dalla Corte di Cassazione che ancora non ha proclamato nessun eletto. Deve prima, attraverso la magistratura locale e gli uffici circoscrizionali, recuperare i verbali dei seggi, fare le somme e i conteggi ufficiali e poi infine proclamare gli eletti. Entro il 28 aprile. I dati del Viminale non sono ufficiali, non lo sono mai stati, il Viminale non si occupa di proclamare gli eletti. Quelli del Viminale sono dati informali raccolti dalle Prefetture. Qui c'è spiegato tutto. Peppino Calderisi dice che, a ogni elezione, tra i dati informali e quelli ufficiali c'è un discostamento di 40-60 mila voti. Questa volta ci potrebbero anche non essere, oppure potrebbero esserci a favore del centrosinistra. Ma, ovviamente, anche a favore del Polo. Aspettiamo, vista l'esiguità dello scarto. Questa è la prima cosa. Poi c'è la questione delle schede "contestate", cioè quelle non assegnate ai seggi, ma formalmente contestate dai rappresentanti dei partiti. Sono 43 mila. I magistrati dovranno controllarle e, eventualmente, assegnare i voti alle liste. Di nuovo, potrebbe non cambiare niente o potrebbe rafforzare l'Unione, ma anche assottigliare lo scarto oppure far vincere il Polo. Fine. Non c'è nessun riconteggio. Berlusconi farebbe bene ad aspettare, tacendo. Prodi farebbe bene ad aspettare, pur forte del risultato informale del Viminale, ma senza fare lo smargiasso.

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