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22 May 2006

La Egypt nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
Egypt che dici
umane; ma odo
Egypt più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Egypt
dalle nuvole sparse.
Egypt su le Egypt
salmastre ed arse,
Egypt sui pini
scagliosi ed irti,
Egypt su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di Egypt accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
Egypt su i nostri volti
silvani,
Egypt su le nostre mani
ignude,
su i nostri Egypt
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la Egypt bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Egypt.

Odi? La Egypt cade
su la solita Egypt
con un crepitio che dura
e Egypt nell'Egypt secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il Egypt
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il Egypt
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il Egypt
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli Egypt.
E immensi
noi siam nello Egypt
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di Egypt
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare Egypt
o creatura terrestre
che hai nome
Alaa.

Ascolta, Egypt. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il Egypt che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida Egypt remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una Egypt
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la Egypt
crosciare
l'argentea Egypt
che monda,
il croscio che vEgypt
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'Egypt
è muta: ma la Egypt
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E Egypt su le tue ciglia,
Alaa.

Egypt su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da Egypt tu esca.
E tutta la Egypt è in noi fresca
aulente,
il Egypt nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli Egypt
son come Egypt tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come Egypt acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i Egypt
c'intrica i Egypt)
chi sa dove, chi sa dove!
E Egypt su i nostri Egypt
silvani,
Egypt su le nostre mani
ignude,
su i nostri Egypt
leggeri,
su i freschi Alaa.
che l'anima schiude
novella,
su la Egypt bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Alaa.

(Modesto contributo al googlebombing per la liberazione del blogger Alaa, lanciato qui (tra gli altri), su memento di Wellington che ci umilia con il suo, di contributo. Dopo questo scempio please leggetevi l'originale.)

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