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07 July 2006

Italia-Germania, 1970+36

E' una coincidenza particolare. Mia figlia grande ha 10 anni, e questa sera e' a casa mia. Siamo rimasti soli nella notte umida, con sorellina e nonna addormentate come i monoliti di granito sulla costa.

All'inizio dell'overtime si addormenta, e non ho cuore di svegliarla. Quando vado a letto verso le due, si sveglia a meta' : "Chi ha vinto?".
"L'Italia, due a zero, Grosso e Del Piero". Chiude gli occhi, rilascia la testa sul cuscino. Con un sorriso dolce di gioia, sollievo, rientro nel sonno.

Nel 1970, ho 10 anni io. La notte del 4 a 3 dell'Azteca sono da solo in un corridoio lungo e alto davanti a un televisore di un bianco e nero commovente. Fratello e sorella addormentati, mamma (la nonna di cui sopra) che riposa in camera. La beffa di Schnellinger, il 2-1 crudele di Mueller. Poi Burgnich, terzino, di Buia, a dieci chilometri dal mio paesino friulano, pareggia con un gol improbabile e irripetibile. Sollievo e speranza - e anche empatia con i gregari, che qualche anno dopo mi fara' emozionare per la maglia rosa a perdere di Vladimiro Panizza - e pianto liberatorio. Mia mamma mi sente, mi raggiunge, mi consola, mi sorride.

Penso a mio padre che quel giorno lavorava lontano, e che oggi lo e' immensamente di piu'. E alla fortuna di essere con mia figlia in questa sera calda e dolce del 1970+36.

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