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13 July 2006

Kyoto e via di la'

Attenzione: post inadeguato - ma, oh, non ho un mese per dedicarmi all'argomento come merita.

Ho letto di recente su un blog di Tocqueville dell'appello di un gruppo di scienziati canadesi contro Kyoto. Non la citta', bellissima, ma il protocollo. Tra i commentanti al post in questione si cianciava ma chi sono questi, ma che ne sanno, etc, etc. - cosi' ho realizzato che me lo ero accattato tempo prima, l'appello. In effetti e' una cosa abbastanza nota, a me per esempio da un buon sei mesi. Il fulcro e' la polemica sul famoso hockey stick, cioe' la curva del presunto impennarsi della temperatura globale negli ultimi anni del secolo scorso.

La quale curva pare sia una bufala, o piu' correttamente un artefatto dovuto ad un improprio trattamento dei dati. (Meglio, detto cosi' ?) I detrattori dell'hockey stick (altri link qui, qui, e qui) NON dicono che non c'e' riscaldamento, ma solo che quella conclusione e' taroccata - sorry, intendevo, falsata da un uso non del tutto accurato di certe tecniche statistiche. Il piccolo dettaglio: quella conclusione e' by and large quella su cui si basa il lavoro istituzionale che ha portato a Kyoto (il protocollo, reprise). Una bella sintesi sta su una rivista olandese; siccome e' un casino trovarla, potete prenderla qui da me. Prego, di niente.

Se volete altri punti di vista anti-Kyoto guardatevi i report dell'IBL uno, due, e pure tre.
Piu' in generale, se fossi in voi, mi leggerei anche The skeptical environmentalist di Bjorn Lomborg. Anche lui, in ridicola sintesi, non dice affatto che tutto va ben madama la marchesa, ma che nemmeno tutto va male e c'e' chi - eculogista e/o ampentalista di professione - ci marcia alla grande. A campione delle reazioni scomposte e quasi sempre infondate al libro, vi consiglio di leggere sul suo sito il materiale sulla querelle con Scientific American, che ha pubblicato una critica violentissima senza dargli diritto di replica - replica che lui invece argomenta molto bene.

Off topic: il nostro, peraltro, non mi e' simpatico. Un piacione in odore di notorieta', che ad esempio si fregia di essere uno dei 100 most influential individuals in the world secondo Time e Prospect magazine : purtroppo per lui in bundle con degli zombies o criminali intellettuali tipo Chomski, Eco, Tariq Ramadan, Hobsbawm, Naomi Klein, Toni Negri ... ! Anche se a onor del vero ci sono anche Freeman Dyson, Kung, e tanti altri esseri umani.
Tra cui Lovelock: a proposito, lo sapevate che il suddetto padre fondatore dell'ambientalismo e' pro nucleare ? Non aspettatevi di sentirlo dagli "ambientalisti" di professione.

E gia' che ci sono, un commentatore al post di Centrodestra parlava di meccanismi di autoregolazione, o meglio 'selfquenching' - tipica idea lovelockiana. Indeed: cosa pensavate, che il mondo aspettasse "noi" (loro!) eculogisti e i nostri protocolli per darsi una regolata ?

P.S.
Sempre che qualcuno si accorga di questo post che nel suo piccolo fornisce qualche argomento e riferimento... aggiungo un piccolo Steyn in proposito.

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