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25 October 2006

Amaro (per noi) Giuliani

Mi ero riproposto di toccare la vicenda della dedication di una sala del Senato a Carlo Giuliani, ma piu' che arrabbiarmi non riuscivo a fare. Oggi un contributo di Fausto Carioti, e i commenti relativi, mi danno uno spunto non banale. Fausto si chiede come mai Giuliani, e non Angelo Frammartino, ucciso a Gerusalemme lo scorso agosto, che, per quanto si possa non condividere le sue idee rifondarole, sembrava una persona decente che stava dove stava per aiutare e non per distruggere.

Ovviamente, secondo me, e' una domanda retorica. Come diceva bene un commentatore Giuliani è il prototipo del martire de noantri, la vittima sacrificata sull'altare dell'antiglobalismo - berlusconismo - fascismo - americanismo - ecceteraismo. L'apoteosi della mistificazione tutta sinistra del farlo passare come "ragazzo" (e non "teppista"), dell'ergerlo a simbolo della lotta dei deboloidi contro i "potenti".

Consideriamo anche che la madre del Nostro e' risultata prima dei non eletti al Senato nelle scorse politiche. Luigi Malabarba (uno dei "dissidenti" che mesi fa non voleva votare, se non erro, la missione in Afghanistan) si e' dimesso quest'estate per farle posto. Questo la dice lunga sul peso che i rifondaroli danno a questo tipo di personaggio, e perche' : un drogato semidelinquente da sottobosco "politico" centro-sociale gloriosamente accede all'altare alla Difesa della Causa anti-anti-anti grazie alla catarsi di una pallottola.

Comprensione umana per un morto e la sua famiglia. Nessuna comprensione per lo sciacallaggio mediatico, politico e istituzionale costruitoci sopra. Anche in quadranti della politica e dell'informazione che dovrebbero take exception, la retorica del Giuliani-santo-subito ha attecchito, per conformismo e perche' dei morti non si puo' parlar male. Del poveretto che per difendersi lo ha fatto fuori, invece, non si parla mai, men che meno con comprensione, e non dev' essere facile essere al suo posto anche senza questa merda mediatica intorno.

Infine, Frammartino. Carioti e' un professionista e ha il gusto del paradosso: la vittima sarebbe perfetta (per la parte buonista dell' elettorato rifondarolo, essendo ragazzo bravo e buono da quasi tutti i punti di vista - ma non della parte noglobal-noberlusc-nobush-noyounameit), ma... il carnefice, il carnefice non va bene ! Troppo indiretto: un palestinese che ha sbagliato bersaglio - certo, nella sua legittima sete di sangue sionista, ma ha pur sempre sbagliato. Non puo' funzionare, ne converrete.

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