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06 October 2006

Sottoscrivo-2

Ari-sottoscrivo. Peraltro lo avevo previsto mesi fa.

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FINANZIARIA DEVASTANTE PER L'UNIVERSITA' (dall'ANDU)

Prosegue, anzi s'intensifica, l'opera di demolizione dell'Università statale. Mussi ha impiegato ben quattro mesi per accettare di incontrare le Organizzazioni unitarie dell'Università, ma nell'attesa ha trovato il tempo di far proprie e di propagandare molte delle posizioni della lobby trasversale accademico-confindustriale. Nell'incontro Mussi ha illustrato, a cose fatte, quanto previsto dalla Finanziaria Disegno di Legge C 1746 e Decreto Legge 3 ottobre 2006, n. 262, v. nota 2).

Il quadro che risulta dai provvedimenti è gravissimo: una serie di norme che attuano il disegno distruttivo di coloro che da sempre decidono sull'Università. Norme, con molti contenuti improvvisati e pasticciati, con le quali si prosegue il 'lavoro' svolto negli ultimi decenni (falsa autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione del "3 + 2", moltiplicazione degli Atenei, aumento a dismisura del precariato, progressiva riduzione dei finanziamenti, legge Moratti, ecc.).

AGENZIA PER LA VALUTAZIONE - Nonostante la richiesta delle Organizzazioni universitarie di non inserire tale questione nello strumento legislativo più blindato (la Finanziaria), Mussi ha previsto la costituzione dell'"Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)" nel Decreto Legge che l'accompagna. Di buono c'è che l'Agenzia (salvo eventuali 'forzature' in sede di decreto delegato) non avrà i compiti e i poteri previsti dal disegno di legge dei DS. Rimane però l'uso (ancora una volta) di uno strumento legislativo improprio, peraltro in un contesto che fa assumere all'Agenzia il sapore della beffa: si istituisce uno strumento di valutazione dell'Università prevedendo contestualmente norme destinate a completarne la demolizione.

FINANZIAMENTO DELL'UNIVERSITA' - Il Fondo di finanziamento ordinario è stato aumentato dello 0,95% (sic!), ferme restando le decurtazioni già decise con il decreto Bersani-Visco.

NUOVE ASSUNZIONI - E' stato reintrodotto il blocco delle assunzioni per tutto il 2007 (comma 3 dell'art. 70 del Disegno di Legge).

NUOVO RECLUTAMENTO - Pochi soldi per pochi posti di ricercatori 'ministeriali' per i quali (e solo per loro) si cambierebbero le regole concorsuali (commi 5 e 6 dell'art. 70). Regole per le quali si prevede 'solo' l'"assunzione di ricercatori mediante attribuzione dell'idoneità scientifica nazionale". Si tratterebbe della delega più in bianco che verrebbe assegnata ad un
Governo in materia di concorsi universitari. Con questa norma, peraltro, si introdurrebbe un canale di reclutamento a ricercatore diverso da quello che continuerebbe ad applicarsi per i posti banditi dagli Atenei, producendo così una assurdità accademico-legislativa di dubbia costituzionalità. Nell'incontro lo stesso Ministro ha condiviso tale preoccupazione. Ma allora perché non ritirare una norma che peraltro non toglierebbe l'ultima parola ai poteri locali sul 'nuovo' reclutamento straordinario?

RIDUZIONE DELLA RETRIBUZIONE DEI DOCENTI - Il ministro Mussi aveva più volte affermato sia che i docenti universitari italiani sono tra i meno pagati d'Europa, sia che occorreva aumentare la retribuzione dei docenti più giovani. 'Quindi' ecco un provvedimento che riduce la retribuzione di tutti i docenti, penalizzando particolarmente i più giovani.
Ciò è quanto si otterrebbe con il dimezzamento degli scatti biennali dei docenti universitari (comma 1 dell'art. 64). Così facendo, tra l'altro, non si tiene conto che la carriera media dei docenti, a differenza delle altre, prevede, dopo il concorso a ricercatore, l'avanzamento attraverso due ulteriori concorsi (di associato e di ordinario), superati i quali si rifà un periodo di straordinariato e si 'ricomincia' sul piano retributivo. Non si tiene anche conto dell'aumentato carico di lavoro derivante dall'imposizione della riforma, a costo zero, della didattica (il "3 + 2"). Insomma, un provvedimento ingiusto con il quale si punisce una categoria che da anni chiede una vera riforma per dare efficienza e democrazia all'Università statale, anziché smantellarla a vantaggio di ristretti ed 'eccellenti' gruppi di potere (nota mia: gli autodefiniti pseudoeccellenti comprendo Eco, Schiavone, Pera, per esempio).
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