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24 October 2006

Time to go

Sono entrato in Tocque-ville (henceforth TV) alla fine del 2005 con questo blog appena aperto. L'atmosfera mi pareva frizzante, c'era come un'aria di opportunita'. Ora non mi sembra piu' cosi'. Uscire, restare ? Cambia qualcosa ? Non penso che perdere un millesimo del suo corpo bloggistico (nominale) sia particolarmente grave per TV. Eppero' in questa ormai grossa, grossissima bottiglia di minerale, a volte un po' troppo gassata, a volte un po' sgasata, son disciolte tante particelle di sodio come il sottoscritto, con i loro principi, opinioni, sentimenti personali. A me cosa serve, o che cosa mi stimola dello stare in TV ? E' un po' che ci penso. Beh, non e' che mi manchi altro cui pensare - come parrebbe mancare a parecchi - ma ci penso.

Avere un blog per me ha significato scoprire, o riscoprire in chiave tecno-modernizzata, modi di vedere meno convenzionali. Il blog starebbe per scrivere sul proprio e frequentare gli altrui, percolando per il mondo intellettuale - riviste online, risorse video, archivi - che non arriva mai sui media, e anche se ci arrivasse sarebbe sempre predigerito e preinterpretato. Quindi, punto uno: TV e' stata una miniera di conoscenze interessanti. Qualche nome che non esclude tanti altri: AConservativeMind, Wellington, 2twins, ScheggediVetro, ... e indirettamente Steyn, Blair, Hanson, Pipes; e da questi a letteratura e saggistica, think-tanks, The right nation (tutti e tre: libro, blog, aggregatore), le riviste on-line della destra americana di cui non sospettavo l'esistenza, e potrei continuare per un po'.

Il blog l'avevo aperto per curiosita' appena realizzato che avere un blog non significava necessariamente scrivere fregnacce e deliri onanisteggianti come uno appena uscito da un rave, o tenere un pruriginoso diario pseudoprivato spacciandosi per una teen-ager al risveglio di primavera. In effetti, avevo appena seguito (siamo nel novembre 2005), prevalentemente da Wellington (a mio avviso uno dei migliori in assoluto), la vicenda del fosforo di Falluja, e mi aveva colpito la serieta' dell'analisi; esempi simili li ho trovati anche altrove e in seguito (Toni Baruch sulla guerra in LIbano, per esempio, i 2Twins sulla politica internazionale, e tanti altri). Piu' in generale ho scoperto un universo interessante, stimolante, e pieno di informazione utile (non meno, peraltro, che di immondizia: ma in altri quadranti della blogosfera, molto poca in TV). Ho pensato allora, forse presuntuosamente, che potevo provarci anch'io; che potevo avere qualcosa da dire, o delle opinioni meritevoli di essere condivise, o anche solo un'esperienza intellettuale e di vita che forse poteva fare da motore a ragionamenti non inutili.

Del mio mestiere fa parte anche lo scrivere; ma sono report scientifici, con un loro linguaggio speciale, e per di piu' in inglese. Quindi scrivere di cose al di fuori della mia esperienza diretta, confrontandosi a volte - sullo stesso campo di TV - con giornalisti professionisti e politici semiprofessionali, non e' cosa da niente. In questi mesi (me ne sono reso conto rileggendo qua e la') ho scritto alcune cose secondo me non disprezzabili. Parecchie irrilevanti, poche stupide. Ho avuto e ho lettori di passaggio, ma poca roba (e non e' che analizzi il traffico: ho giusto dei counters, che arredano, sono rustici e poco impegnativi). Lettori fissi quasi nessuno : so per certo di due o tre, davvero non di piu'. E d'altra parte lo scopo non era fare soldi con Adsense, o diventare "famosi" della minuscola web-fama, o fare politica alla Adinolfi. Io una vita ce l'ho gia', bella o brutta che sia, ed e' anche troppo piena. Tanto che a volte, leggendo in giro, mormoro tra me allo schermo all'indirizzo dell'ideografo il classico "Ma dai, there's the sun outside, go get a life...!". E in effetti alcuni per cui il blog e' stato in parte un passaggio giovanile (Ispirati, Semplicementeliberale, 2twins, Rabbi` ... e non mi rivolgevo a loro !), una vita se la stanno facendo davvero nel mondo reale. Io somiglio forse di piu', si parva licet, a gente come Otimaster, Bisqui', Robinik, non giovanissimi e probabilmente di mezza eta' - in ogni caso, gente per cui (salvo che mi sbagli, ovviamente) il blogging e' probabilmente poco piu' di un hobby, magari il secondo o il terzo. Ma appunto: perche' il blog e non gli scacchi, la vela, il pingpong ?

Per aprirsi una carriera giornalistico-mediatica ? Ma va la'.

Per cercare di esprimere o riordinare le proprie idee in modo compiuto e razionale ? Insomma, ci si prova, ma non e' per questo - basterebbe un diario, al limite un blog privato. In realta' l'idea di essere potenzialmente leggibile e giudicabile non aiuta ma frena. Come l'idea di avere un qualche tipo di "scadenza" implicita, di dover "postare" con una certa frequenza. Come il timore di sembrare "amaro, brontolone" ("avra' cent'anni addosso e vuol fare il galante") come il don Bartolo di Rossini, che ti frena dallo scrivere certe cose.

Per cercare di incidere sul mondo che ci circonda ? Fuochino. Uno spera che i ragionamenti, o anche solo i link a ragionamenti, vengano letti e spingano ad approfondire, o almeno seminino il dubbio. Ma anche qui la cosa tende ad essere frustrante. Si paga un costo in fatica per unita' di messaggio comunicato che e' assurdamente alto: perche' i lettori sono proprio pochi.

E dunque, punto secondo: TV e' stata utile a molti, me incluso, perche' essere aggregati, a volte in home page, aumenta la visibilita'. Alcune decine di persone leggono quel che dici, e come si dice nel Vangelo, se salverai anche una sola anima avrai salvato il mondo intero. Sono stato aggregato diverse volte negli header di sezione (qualcuna nella sezione home), a volte anche con 4 post nello stesso giorno, e ho avuto anche (pochi) commenti, link, trackback. E il tutto mi faceva piacere quando consideravo buono il post in questione, mi lasciava perplesso -da buon iperautocritico- quando non mi sembrava 'sto gran che: ma comunque andasse, serviva a trasmettere opinioni (mie o altrui) in cui mi riconoscevo, e a puntare ad altri migliori o piu' estesi giacimenti di risorse mentali – o anche, opportunamente avvisati, alle trappole del Maligno. Ci sono stati momenti in cui, per quanto goccia nel mare, mi pareva tuttavia di essere utile a qualcosa o qualcuno. E forse e' addirittura vero: se chicchessia ha portato a casa grazie a me un'idea nuova o migliore o qualcosa di simile, beh, wow !

Ora capita che nella virata verso un assetto societario e quindi ristretto (non mi sogno di parlarne in alcun dettaglio) ci sia stata una "razionalizzazione" di TV, che e' passata a una home page a sezione unica, sopprimendo le sezioni tematiche nella pagina di ingresso. La cosa doveva essere temporanea - fino a settembre piu' o meno - ma si sa che il temporaneo in Italia e' permanente. Come che sia, questo cambiamento e' stato negativo. A posteriori, si puo' ben dire che l'impaginazione originale era, per caso o per scelta, ottima: visibilita' abbastanza diffusa, highlighting importante per i titoli, ... Ora, nel complesso, la pagina e' meno interessante e varia e appealing dal punto di vista del lettore, e anche (nettamente) da quello dello scrivente : forse scrivo roba meno interessante di mesi fa, ma e' un pezzo che non finisco sulla pagina (qualche volta non mi aggregano nemmeno). Evabbe', mi importa poco. La visibilita', pero', un po' di motivazione te la da'. E se uno ha lo scopo di "parlare" agli altri, la cosa non funziona piu'. Sentirsi inutili e invisibili e' un motivo in meno per restare.

Tre, forse il problema principale. Col passar del tempo ho realizzato che il problema di TV e' il fusionismo a tutti i costi, che da un lato sconfina (per definizione: perche’ si cerca di contemperare visioni incompatibili) nel relativismo sociale, politico, religioso che molti - certamente io - vorrebbero combattere; e dall'altro, per contrappasso, in una piccola "dittatura" di minoranza d' elite - di cui a me giungono solo echi, ma echi udibilissimi, che magari si esplica (pare, dicono, sembra) in una costituzione societaria scritta da una oligarchia. Oligarchia che peraltro rispecchia molto approssimativamente le posizioni e il peso della maggioranza (di solito) silenziosa della right nation italiana: maggioranza, forse, in TV, ma soprattutto nel mondo reale. Comunque, mi pare che spesso non rifletta le posizioni mie. A tutto questo, legittimo e ragionevole quanto si vuole, io non riesco ad affezionarmi e, quindi, non voglio dare endorsements espliciti o impliciti: altro motivo per non restare.

Ancora: per me partecipare a TV e' stato per qualche (breve) tempo anche l'illusione di poter contribuire in qualche modo - forse illusorio, solo futuribile, solo embrionale - a raddrizzare questo paese miserando. In un post scoraggiato post-elezioni scrivevo Mi viene da pensare che il governo di cdx, lungi dal cambiare migliorare desinistratizzare deradicalchic-izzare, in realta' riusciva appena appena a contenere l'onda dell'idiozia. Ora il guano travalica gli argini e spazza via tutto. Eppure anche contenere l'onda era - e' - qualcosa che andrebbe coltivato e promosso. Come diceva Calvino, cercare quel che tra noi non e' inferno e farlo crescere e dargli spazio. Io ora in TV - sia la sua nuova struttura visuale, sia la sua struttura interna ancora non definita (almeno vista da qui), siano le defezioni di gente cui ero affezionato, sia banalmente il mio feeling in proposito - questa speranza confusa e imprecisa ma sincera e potente non ce la sento piu'. Un po' per tutto questo, direi, e' ora di andare.

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