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06 November 2006

Fina estampa

Oggi giornata di aeroporti, e ho subito un po' di stampa. In senso lato e in senso specifico: La Stampa e' una ciofeca di giornale. (La Repubblica, che pure mi e' toccato sfogliare oggi con la storia di Saddam, e' una porcata decisamente peggiore, ma non posso passare i prossimi 3 giorni commentando le stronzate della sola sezione di politica estera.)

Giusto di passaggio, sulla Stampa: un Mimmo Candito (accento sulla 'a') scrive un'apologia di Saddam con occhiello Sognava di riscattare i popoli arabi umiliati dalla storia. A parte che gli arabi sono umiliati da se stessi, e' la solita menata degli interessi petroliferi americani. E Bush sr. avrebbe fermato Schwarzkopf sulla strada di Baghdad per difendere tali interessi dalla minaccia di un potenziale disfacimento dell'Irak. Mah: lasci Saddam al suo posto e non va bene; lo fai cadere, e non va bene. Basta che vi decidiate.

Poi, una mezzapaginata firmata da Vargas Llosa a proposito di una piece teatrale in scena a New York su Rachel Corrie, 23enne americana morta a Gaza nel 2003 (in un incidente, secondo gli israeliani; uccisa proditoriamente dagli israeliani, secondo il complottista medio). Come capita di frequente, un'analisi equilibrata della vicenda dell'incidente della Corrie sta da Attivissimo. Da quell'analisi, a ognuno le sue conclusioni. La mia e' che e' stato chiaramente un incidente, che viene vergognosamente venduto dai soliti noti, con le solite opportune manipolazioni di immagini e pseudotestimonianze, come omicidio premeditato imperialista, nello stile della pseudostrage di Jenin (see e.g. here). Ma questo non potra' avertere conclusioni diverse da chi ha gia' deciso di conformarle alla linea dell'intifada globale.

A parte tutto, il pezzo di Vargas Llosa e' un imbarazzante lacrimogeno veteroterzomondista pseudopacifinto. A parte che la piece ha dovuto superare molti ostacoli viste le pressioni degli estremisti filo-israeliani (proteste contro le pressioni sono venute ad esempio da parte di Toni Kushner, lo sceneggiatore di "Monaco" di Spielberg ... ah beh, allora...), con le lacrime estratte dalla sua tasca di antiantianti di professione, il nostro ci spiega che la Corrie era una giovane idealista e pura, vaccinata contro l'ideologia e l'odio.

Non abbastanza, pero', da non insegnare ai piccoli palestinesi come bruciare la bandiera americana (vedi la foto in coda al post di Attivissimo).

A me fa ribrezzo che le abbiano fatto fare in vita lo scudo umano, cosa tristemente non insolita da quelle parti, e in morte l'icona intifadiana e terzomondista alla maniera dei latinoamericani lacrimosi.

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