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11 November 2006

Interesting times in Gaza

Su Gaza e dintorni: una raccolta di opinioni e di link interessantissimi nel Burning issue nr.7 sul JPost.

Secondo Daniel Pipes :

In generale ci sono due scuole di pensiero a proposito di Israele e Palestina: l'opinione di maggioranza ritiene che i Palestinese accetteranno Israele sono quando le loro aspirazioni politiche, economiche, etc, saranno soddisfatte.

Quella di minoranza - la mia - ritiene che accetteranno Israele solo quando la loro volonta' di far guerra sara' stata schiacciate
(crushed, NdT). L'anarchia esistente in Palestina ha avviato questo processo, ma esso sara' realizzato piu' speditamente se saranno gli israeliani stessi a somministrare la sconfitta.

Secondo Elliot Jaeger,

non aspettano altro che imbottigliare decine di migliaia di soldati nel loro terreno urbano. E per questo si sono allenati e preparati. [...] Un'entrata dell'IDF a Gaza fermerebbe anche la guerra interna tra le varie milizie, clan, e organizzazioni terroristiche palestinesi, unendole istantaneamente contro Israele [...] Dobbiamo aumentare gli sforzi nel corridoio Philadelphi, ma sara' un compito immenso ridurre il flusso di armi che arrivano dal Sinai attraverso i tunnel.

Aggiunge Saul Singer :

Non ha molto senso lanciare un'offensiva massiccia su Gaza prima che il confine Egitto-Gaza venga chiuso al traffico d'armi. L'Egitto ha il potere e la responsabilita' di occuparsene. Non c'e' ragione per cui l'Egitto non possa controllare il suo confine attentamente quanto la Giordania. Se l'Egitto agisce come la Siria, e permette il riarmo di organizzazioni terroristiche attraverso il suo territorio, dovrebbe essere trattato come la Siria, e l'assistenza finanziaria degli USA dovrebbe essergli tagliata.

Elsewhere, business as usual

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