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11 November 2006

"Vaya con Dios, Rummy"

Da V. Davis Hanson (trad: yours truly)

Ecco il record di Donald Rumsfeld.

(1) Ha cercato di adattare un Pentagono pesante alle guerre del mondo postmoderno, in cui con preavviso di un minuto migliaia di soldati americani, con supporto aereo e navale, debbono essere mandati in qualche posto dimenticato a battersi contro qualche brutalita' - ed essere poi maltrattati in diretta su CNN per averlo fatto.

(2) A meno di un mese da 9/11 ha organizzato la rappresaglia contro al Qaeda nel cuore dell'Afganistan primordiale, rimuovendo i Talebani in 7 settimane, quanto tutti sostenevano che gli USA avrebbero fallito, come i Britannici e i Russi un tempo.

(3) Ha ottenuto la rimozione di Saddam in 3 settimane — dopo il fallimento della guerra del 1991, di 12 anni, o 350000 missioni, nelle no-fly-zones, e di varii bombardamenti.

(4) Ah, dite che ci sono anche i 3 anni di disastrosa "insorgenza" irakena — troppo poche truppe, disarmo dell'esercito irakeno, sottostima dei “dead-enders” etc.?

Ma Rumsfeld sapeva che in una controinsorgenza (cf. Vietnam 1965-71) lo spiegamento di forze massiccio assicura una infondata sicurezza, alimenta la dipendenza, e crea risentimento, e che al contrario la preparazione di forze indigene, il supporto all'autonomia politica, e il fornire supporto aereo e di commando (cf. Vietnam circa 1972-4) e' l'unica risposta — benche' sia un processo lungo che puo' riuscire solo se il supporto politico interno permette ai militari di finire il lavoro (cf. Filippine inizio '900, Britannici in Malesia). E' stato una buona persona, e siamo stati fortunati ad averlo con noi nel momento del bisogno.

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