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29 January 2007

Suggerimento accolto

Scrivevo ieri su TheRightNation un "Suggerimento ai giornalisti che non hanno di meglio da fare":

Il prossimo scoop (?... sai che scoop quello dei confessionali) il signor Riccardo Bocca del settimanale L'Oppresso potrebbe farlo andando a colloquiare, da fedele a ministro della fede, con degli imam musulmani. Bastera' che si dichiari convertito all'Islam. Un problemino e', che essendo prevista per gli apostati dell'Islam la pena capitale, quando il servizio uscisse sull'Oppresso una fatwa fatale alla Rushdie non gliela leverebbe nessuno. I nostri confusi di sinistra radicale, allora, saranno lieti di consegnarlo al paese islamico (e non ne mancheranno) da cui ne arrivasse una.

Beh, alcuni giornalisti inglesi ci hanno gia' pensato. Contrariamente al genio italico, pero', non hanno violato il segreto di un sacramento o alcunche' del genere: sono banalmente andati a sentire dei discorsi pubblici nele moschee, come se, per mantenere il paragone, l'Oppresso nel suo "scoop" avesse riportato dalle chiese le omelie invece delle confessioni. Se l'Oppresso facesse per l'Italia un lavoro del genere di quello di ChannelFour, chissa' quante interessanti cosettine verremmo a sapere. Ma non lo fara', sulla stessa linea di Maurizio Crozza, instancabile dileggiatore del Papa, che, richiesto di una parodia di un islamico, ha proposto con coraggio leonino quella di Magdi Allam e Khaled Fouad Allam. :D

Per ora, quindi, accontentiamoci dell'inchiesta sulle moschee inglesi. La riporta Andrea Colombo su Libero (HT: Orpheus):

Mentre i giornalisti italiani dell'Espresso sono impegnati a smascherare i segreti dei confessionali, dove preti e fedeli dissertano di pacs ed eutanasia, i cronisti inglesi di Channel Four si sono travestiti da seguaci di Maometto. Con una telecamera nascosta si sono infiltrati nelle moschee del Regno Unito. Supremazia maschile, odio per miscredenti e gay, jihad contro la democrazia che li ospita: è questo il messaggio principale dei predicatori di Allah che hanno sentito e registrato. Il resoconto dei sermoni degli imam è stato mandato in onda in uno speciale intitolato "Undercover Mosque"("moschea sotto copertura"). Non c'è che dire. Tra di loro gli islamici parlano chiaro. «Un'armata di musulmani si solleverà», annuncia un predicatore. Un altro afferma che i musulmani «smantelleranno» la democrazia inglese. Per il momento devono però «vivere come in uno stato dentro lo stato», almeno fino a quando saranno «forti abbastanza per prevalere».

Altro che integrazione, il quadro che emerge dal documentario di Channel Four, è quello di una comunità totalmente separata, orgogliosa della propria identità, e contrapposta violentemente al Paese che la ospita. Il disprezzo per le donne, gli insulti contro gli omosessuali («dovrebbero essere gettati giù dalla rupe», afferma ad esempio un certo Abu Osama), la consapevolezza di appartenere ad una civiltà superiore sono le costanti nei luoghi di culto inglesi, ampiamente finanziati dall'Arabia Saudita. «Allah ha creato la donna deficiente» dice Abu Osama della moschea di Birmingham, «anche se è laureata. Il suo intelletto è incompleto». La supremazia del maschio è indiscussa. «L'uomo comanda la donna», sentenzia il Gran Muftì dell'Arabia Saudita, collegato in teleconferenza con gli islamici britannici. «Se non indossa il hijab da quando compie 10 anni, la picchiamo», dice un altro predicatore sempre della moschea di Birmingham. L'imam Bilal Philipps, educato all'università di Medina, sostiene la legittimità di sposare delle bambine, portando come esempio Maometto che ha avuto una moglie di 9 anni.

Il passatempo preferito di Abu Osama è l'insulto al "kuffaar" ("miscredente" in arabo). «Questi kuffaar fanno quello che vogliono. Sono menzogneri. Sono loro i terroristi. Bugiardi. Parlano davanti alla gente e dicono menzogne. Non potete credergli. Sono bugiardi patologici», dice. E pensare che la "Green Lane Mosque" di Birmingham nella quale predica si definisce un centro aperto al dialogo e moderato, specializzato nel «dialogo inter-religioso». L'imam specifica in cosa consista tale moderazione: i musulmani rispettano le leggi inglesi, ma solo se non contraddicono i dettami coranici. «Nessuno ama i kuffaar», declama dal web Abu Osama, «nessuno qui fra i musulmani ama i kuffaar. Noi amiamo solo i musulmani e odiamo i kuffaar». Certo, poi aggiunge che non approva gli atti violenti dei terroristi di Allah, ma preferisce comunque Al Qaeda agli infedeli («sono più vicini a me di quei criminali kuffaar, sono meglio di un milione di George Bush. Osama Bin Laden è meglio di migliaia di Tony Blair, perché è un musulmano»). L'unico governo legittimo per il predicatore di Birmingham è lo «Stato islamico integrale». Nel sogno teocratico di Abu Osama «chi cambia religione, e abbandona l'islam va ucciso». La punizione è decisa di volta in volta: «Se l'imam opta per la crocefissione, venga crocefisso». «Oppure può essere appeso ad un albero, e lasciato morire dissanguato per tre giorni». E poi giù a criticare la corruzione occidentale: «Se chiamassi gli omosessuali pervertiti, sporcaccioni, luridi cani, se dicessi che andrebbero uccisi, non esercito forse la mia libertà d'opinione? E invece no, mi considererebbero intollerante. Ma pensano che si possa dire ogni cosa sul Profeta». La moschea di Birmingham è la sede dell'associazione caritativa Markazi Jamat Ahl-e-Hadith che gestisce decine di moschee e scuole coraniche in tutto il Paese. Proprio da qui Abu Osama prevede che presto il jihad spazzerà via gli infedeli: «Allah manderà un gruppo di persone che ama, persone che saranno gentili e amabili coi credenti, ma spietate e forti con i kuffaar. Combatteranno per la causa di Allah. Incoraggio tutti voi a unirvi a loro. Prepariamoci perché quell'ora sta arrivando. L'ora in cui i musulmani saranno i più forti». Molti di questi sermoni vengono diffusi in dvd. Come quelli dello sceicco Fais, formato anche lui a Medina come quasi tutti i più intransigenti.

L'argomento è, come sempre, il jihad. I bambini si devono trasformare in «soldati che difendono l'islam». Una sorta di hitlerjugend coranica. «Non c'è nulla di più sacro di voler morire come un mujahiddin», dice ancora Fais. Molti bambini assistono a queste prediche. In un dvd venduto ai fedeli e filmato all'interno della moschea di Birmingham, Sheik Al Jibali sostiene che i bimbi islamici devono vivere separati dagli altri. Non è bene mandarli alla «scuola dei kuffaar». Meglio l'apartheid per preservare la purezza della fede ed evitare che lo stile di vita occidentale si radichi nel cuore dei bimbi islamici. E in una altro dvd venduto alla "Green Lane" il Gran Muftì saudita consiglia ai genitori pii di picchiare i figli che si rifiutano di pregare. Il trinomio coranico resta sempre violenza, sottomissione, teocrazia. Il segretario generale dell'Islamic Sharia Council, lo sceicco Assam, non teme di parlare della volontà di imporre nella terra di Sua Maestà un «predominio politico» musulmano, con uno Stato senza opposizioni né elezioni, capace di imporre l'amputazione delle mani dei ladri e la lapidazione di adultere e ubriaconi.

Tra i convertiti più celebri in Inghilterra c'è lo sceicco Al Faisal che ha studiato all'università di Riad. Nelle sue cassette in vendita nelle principali moschee del Regno incita ad uccidere ebrei e miscredenti. È stato pure incarcerato per le sue campagne di odio razziale. «Bisogna bombardate i negozi indiani. Gli ebrei invece vanno eliminati fisicamente», è il suo messaggio. Per Al Faisal l'olocausto è un invenzione per giustificare il sionismo. Il predicatore Mian invece vuole la polizia religiosa nelle strade, pronta ad arrestare chi non prega e a far sì che le donne circolino velate «dalla testa ai piedi». È dovere dell'islamico «smantellare» il sistema monarchico e democratico inglese: «Voi non ne fate parte», dice. Mian predica anche per la Uk islamic mission, tenuta in gran considerazione dal premier Tony Blair, come organizzazione dedita ad «attività multi-culturali». Un'organizzazione che, svelano i cronisti di Channel Four, è in realtà legata a doppio filo agli integra listi pakistani di Jamat Islamia, ai Fratelli Musulmani e ad Hamas. In pubblico si definisce «democratica». Nei suoi incontri a porte chiuse però giustifica i kamikaze talebani che in Afghanistan si fanno esplodere contro i soldati britannici e chiama la democrazia «kuffrocracy», il regime degli infedeli. Da abbattere ad ogni costo.

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