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11 January 2007

Ustica e dintorni

A) La Cassazione ha definitivamente assolto, come in primo grado e in appello, con formula piena, i militari dell'Aeronautica accusati di tradimento tramite depistaggio. Ergo, non c'e' stato depistaggio, ne' inquinamento ne' niente del genere. Non c'e' stata dog fight, non c'e' stato abbattimento, non c'e' stata near collision.

Con buona pace dei complottisti di tutto il modo unitevi; delle leggende metropolitane tipo quella del MIG sulla Sila 20 giorni dopo l'incidente; delle mosche cocchiere dei media e della "cultura" (ad esempio il famoso "Muro di gomma" di Risi, e il - peraltro avvincente - pezzo teatrale di Marco Paolini).

La cosa carina - o disperante, a seconda del vostro umore - e' che e' tutto nelle perizie (vedi queste due qui e qui.) Che, prima in forma parzialmente dubitativa e poi sempre piu' ferma man mano che le evidenze aumentavano, sono unanimi e si sintetizzano in due punti : a) solo l'esplosione interna e' compatibile con le evidenze sul relitto; b) non c'era nessun aereo nel raggio di 60 miglia dal punto dell'incidente.

In forma un po' superficiale ma avvincente, lo ha detto un libro di Guzzanti di qualche anno fa. In forma molto piu' dettagliata e altrettanto avvincente, il Libro Bianco su Ustica del Comitato Studi su Ustica, le cui tesi sono confermate in toto dalle perizie e dalle sentenze. Interessanti, come sintesi, i due filmini che trovate su quel sito.

Spiace notare che in questo paese di palta la gran parte della gente queste cose, che in qualunque altro sarebbero ovvie, non le sa, o non gli vengono raccontate, o non le vuole sentire.

Spiace notare che la spiegazione piu' probabile, una bomba (di probabile matrice terroristica araba, alla Lockerbie, per intenderci), non e' stata di fatto mai approfondita giudizialmente grazie al complottismo dai soliti noti sinitrorsi. Con il risultato che nessuno paghera' mai. (Peraltro, ironicamente, alcuni aspetti del complottismo hanno risvolti di interesse che riguardano i risarcimenti.)

B) Come avevo preconizzato, Saddam e' stato giustiziato. Si puo' discutere sulla ammissibilita' morale della pena di morte (che peraltro la dottrina cattolica non esclude a priori, lasciamo perdere quella islamica, per restare tra le religioni principali), per nulla su quella giuridica, come segnalato tempo fa, e ribadito dal premier irakeno Maliki. Ma se si ammette la possibilita', non ci sono personaggi cui la pena si attagliasse meglio che a Saddam e a suoi accoliti (qui, se non vi basta la roba vecchia).

E' appena il caso di soffermarsi sulla disgustosa posizione del governo italiano, primariamente nella persona del solito salume che, con altri fantasiosi, ha buon gusto di scordarsi quello che, per quelli del suo giro, dovrebbe essere l'atto fondante della repubblica-basata-sulla-resistenza. Meno ancora sulla ridicola pantomima dei nazi-pannelliani, che, reduci dalla "esemplare" vicenda Welby, hanno pensato bene di scatenarsi contro la pena di morte proprio quando veniva comminata a uno dei macellai principali degli ultimi decenni. Tacendo, ovviamente, delle continue esecuzioni iraniane e cinesi, per dirne solo due.

D'altra parte, a dire dall'aftermath dell'ultimo intervento americano in Somalia, parrebbe che Prodi sia particolarmente ansioso e facile alla preoccupazione. Strano che non l'abbiamo sentito stigmatizzare il - benvenuto - intervento etiopico, dato che che il nostro governo sembra un buon alleato delle corti islamiche di mezzo mondo. E il solito baffino non ha mancato di dare il suo contributo sull'unilateralismo. Certamente gli USA ripenseranno una dottrina che risale a Jefferson proprio perche' glielo dice D'Ulema.

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