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14 February 2007

A very good year

Mi stavo quasi dimenticando che abbiamo cambiato anno. Tanti auguri. E' che succedono un sacco di cose. A proposito avrei bisogno di un suggerimento :



Come lo chiamiamo ?
(Votate qui !)

Letture-1

Nella sezione Caught my eye sul blog di Daniel Pipes, ho trovato una serie di letture interessanti:
- la dottrina della "resistenza", che rieccheggia quella che avevo tradotto qui;
- un pezzo di chiarezza cristallina, Pan-muslim fiction, ovvero la fantasia che il conflitto israeliano-palestinese sia la radice di ogni male (compreso il global warming), ovvero le pie illusioni dei palestinesi sui loro fratelli arabi;
- alcuni pezzi, p.es. sulla crisi demografica iraniana, sul discorso di Regensburg, sulla (ir)rilevanza del mondo arabo odierno (e della Palestina in particolare), e altri, che mi hanno rivelato ...
- ... un tizio fenomenale che si fa chiamare Spengler che, forse in omaggio al vero Spengler, si occupa molto di declino delle civilta'. Veramente da leggere.

P.S. immagino che uno si aspetti un "Letture-2" dopo "Letture-1". In effetti l'intenzione era quella; alla fine pero' ne e' uscito solo un post-ino su TheRightNation.

13 February 2007

Scie

Mi compiaccio: quel che dicevo in proposito e' condiviso da un illustre.

Stop global whining

12 February 2007

"Global" warming

Lupetto rosso, nonna lupa e il lupo



There once was a lady from Niger
Who smiled as she rode on a tiger
They returned from the ride,
with the lady inside
And the smile on the face of the tiger.


Leggete il resto da DryBones e da Carlo Panella.

11 February 2007

Un altro ebreo antisemita

Ariel Toaff con il suo "Pasque di sangue", e con lui l'Editrice Il Mulino, resuscitano surrettiziamente il mito degli omicidi rituali ebrei. Basandosi, pensate l'originalita', su documenti del concilio di Trento. Circa come dimostrare la colpevolezza degli imputati del processo 'dei medici' leggendo gli appunti di Viscinsky. Avevamo proprio bisogno di un altro ebreo antisemita oltre a quelli discussi qui (da Camillo), qui (da Giorgio Israel), e qui (da Emanuele Ottolenghi).

E naturalmente, le iene sono gia' al lavoro (ad esempio, l'Unita' che dipinge Toaff jr come un martire del pensiero che ha infranto un tabu' e fantasie del genere).

L'eccellente Tblog, redivivo dopo alcuni mesi, fa una disamina completa. Guardatevi anche la rassegna di Informazionecorretta. Sul Corriere di domenica 11 febbraio, Diego Quaglioni e Anna Esposito demoliscono (e non sono i soli; qui una nota di Giorgio Israel) le tesi antistoriche di Toaff (che, pare non ha piu' rapporti con l'illustre padre Elio Toaff. Massimo Introvigne scrive: l'opera di Toaff non si fonda su alcuna "scoperta". Sul caso centrale per il suo argomento, che è quello di Trento, non apporta documenti nuovi ma cerca di rovesciare la metodologia scientifica usata da decenni per la corretta interpretazione di quelli noti e pubblici, senza accorgersi che usando il suo metodo si dovrebbe ammettere anche che le streghe andavano a incontrare il Diavolo a cavallo delle loro scope o che centinaia di buoni americani degli anni 1990 erano rapiti da omini verdi provenienti da qualche lontana galassia. [...] Anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno, ed è possibile – ancorché poco probabile – che ci siano casi in cui perfino Ahmadinejad dica qualcosa di vero quando parla degli ebrei. Ma il lettore eventualmente preoccupato può riposare tranquillo: questo non è uno di quei casi.

Update : Il prof. Sergio Luzzatto, da quel che e' dato capire, e' un bel somaro.

Hat tip e logo: Tblog

09 February 2007

The "Al Aqsa is in danger" trick

Monta l'isteria sulle presunte profanazioni di siti musulmani, riporta il Jpost. E' un vecchio trucco, che ora serve a deviare l'attenzione dalla guerra "civile" interpalestinese.

Chi va la' ?


Altri dettagli e link da Cox&Forkum. Non mi direte che non lo avevamo previsto ?

Miracolo a La Mecca ?

Si dice che sia imminente un accordo tra le fazioni palestinesi alla Mecca. (Sara' pure, a me non sembra. A proposito non vi sembra che, a seguito degli ammazzamenti interpalestinesi, si sia visto assai poco il solito splatter sui morti e i funerali e le disperazioni ? Probabilmente solo i morti per mano dell'odiato sionista sono eleggibili per il global broadcasting.)

Si dice che il principale motivo di disaccordo e' il mancato riconoscimento di Israele da parte di Hamas. Primo, non mi risulta che Fatah (cioe' l'ANP, che per quanto pupazzo della lega araba, un ruolo ufficiale lo aveva) abbia mai riconosciuto ufficialmente Israele. Secondo, non si capisce perche' mai ci si dovrebbe aspettare che lo faccia Hamas: la distruzione fisica di Israele e' missione scritta nero su bianco nel suo charter. A parte che questa storia dei "buoni terroristi" vs i "cattivi terroristi" (una versione "humorous" e' da DryBones) sta a meta' tra la sindrome di Stoccolma e la good cop-bad cop routine, in realta e' ovvio che si tratta di una lotta tribale per il potere (come c'e' stata e c'e' in Afghanistan e Irak) all'ombra del conflitto generale sciita-sunnita, e tra fazioni che sono ambedue ugualmente nemiche di Israele e dell'Occidente, e ugualmente interessate a continuare la lotta per la lotta fine a se stessa in omaggio a una "strategia" suicida ben consolidata (qui un sommario autorevole), e a godere in posizione di potere dei ricchi finanziamenti occidentali a fondo perduto - letteralmente, perche' vengono usati per la pseudo-guerra all'odiato sionista e per mantenere un popolo nullafacente che vive in un autocompiacente vittimismo.

La cui soluzione, citando liberamente V. Davis Hanson, e' semplice: prendere tutti quei livorosi militanti di Hamas che ruminano il loro bolo israeliano per ore al giorno nei caffe' di Gaza, e portarli alle 5 di mattina a ricostruire le serre che hanno demolito e a ri-cominciare ad esportare fiori e verdura in Europa; mobilizzare tutti i porta-katiusha Hezbollah ad imparare l'inglese per fare outsourcing come in India o a montare giocattoli Mattel come in Cina, oppure come l'Irlanda riportarsi a Beirut tutti gli scienziati musulmani che ora sono alla Texas A&M o alla Florida State, per creare una dot.com araba. Ma ovviamente, questo e' impossibile, perche' richiederebbe abbandonare, almeno in parte, il mito dell'uomo nero ebreo o americano, smettere di memorizzare le frasette ad effetto di Michael Moore e Noam Chomsky, e mettere in pericolo l' "onore" permettendo a un figlio di lavorare dove vuole, e a una figlia di vestirsi e sposarsi come le piace, e al vicino di mettersi una croce al collo se gli va. [...] Ogni volta che un mezzobusto vittimista dal Medio Oriente parte con Israele, Bush, Blair, etc. qualcuno dovrebbe interrompere e dire educatamente "Scusate, e' roba vecchia. Basta. Siamo stanchi di sentire lamenti. Go get a life.

Ma invece no: il senso di inferiorita' richiede altri rimedi. E quello andrebbe risolto, ma dall'interno. Mentre i presunti saggi e moderati mediorientali e occidentali - sbagliando di 180 gradi, anzi di piu', multipli di 180 - riescono ad attribuire al conflitto israeliano-palestinese (e quindi a Israele e a quel po' di occidente che lo sostiene) tutti i mali del mondo, compresi quelli economici (non scherzo: questo era il succo dell'intervento del re di Giordania al vertice di Davos: e quel che e' peggio nessuno gli ha tirato le uova).

Infine, come si puo' pensare che lo pseudogoverno e la pseudo-opposizione inventate rispettivamente dall'Iran e dall'Egitto (negli anni '60) di uno pseudo-paese pure inventato dagli arabi, dopo aver rifiutato tutte le soluzioni possibili dalla Balfour ai giorni nostri, dopo aver perseguito una strategia suicida, riescano anche solo ad accordarsi tra loro ? Se ne rendono conto anche alcuni di loro. Ci vuole giusto un miracolo all'ombra della Qaba.

08 February 2007

Bandwagon report

Ma va' ? Grazie alla mia amica speciale, ho letto questo articolo di Ross McKitrick su Newsweek, che critica aspramente - e giustamente - l'ultimo rapporto ONU, il quale, secondo il suo stesso executive summary, "prova" l'origine antropogenica del global warming e in sostanza (riassumeva un meteorologo giorni fa a UnoMattina) dice che su questo "non c'e' nemmeno da discutere".

Questo report ONU e' solo l'ultimo e piu' "autorevole" tassello di una offensiva mediatica davvero notevole, e ovviamente autoalimentantesi per imitazione, scatenata nell'ultimo mese sulle questioni climatiche. Mette insieme brillantemente, cosa purtroppo non rara, l' effetto annuncio, la science by press conference, e la bandwagon science.

Il report e' stato "released" ora, ma sara' disponibile in estate. "Effetto annuncio" - tanto caro al governo Prodi - che prepara il totalitarismo soft, non solo intellettuale date le sue ramificazioni economiche.

Come potete leggere nel link, non e' affatto vero - ma nemmeno poco poco - che "non c'e' da discutere", meno ancora perche' "it's in the news !" . Anche ammesso che il riscaldamento globale sia un male, e' lungi dall'essere provato che sia antropogenico. Per dirne una, lo IPCC ha basato per anni la sua politica (incluso il protocollo di Kyoto) su un singolo lavoro scientifico che in seguito e faticosamente e' stato dimostrato essere inaccurato.

Ma anche sorvolando, questa e' letteralmente science by press conference, e la chiusura a tutte le (accreditate, se qualcuno le considerasse, invece di andare a vedersi Al Gore per la k-esima volta) ipotesi e ricerche dissenzienti, e con chiari intenti politici ed economici (pauperistici, potremmo dire). Questo atteggiamento sa molto di quel tipo di pensiero unico che si e' cristallizzato ad esempio sul dogma AIDS=HIV - e come quest'ultimo, che in 27 anni non ha prodotto nulla di utile (ne' cure, ne vaccini, niente), non produrra' niente di buono. Cosi' come in altri casi, i piu' vari, di storie di vera o pseudo ricerca o indagine media-"driven" (esempi preclari parascientifici le scie "chimiche", Ustica, Nigergate, e altri complottismi).

Infine, la bandwagon science : cioe' quella in cui tutti saltano sul carro dove suona la banda, in mezzo alla gente e ai riflettori. Perche' ? Ma e' chiaro. Alla bandwagon science arrivano i soldi, la fama, le interviste, le promozioni, gli articoli su Science e Nature. Detto diversamente, secondo voi dove vanno i soldi per ricerche in climatologia, chimica e fisica dell'atmosfera, e dintorni ? A quelli che seguono la media hype dominante o a quelli che dubitano o peggio dissentono ? Se voi foste un climatologo cosa scrivereste in una grant proposal ? Contando che da questo dipende parte del vostro stipendio (se vivete in una universita' americana), la sussistenza dei vostri collaboratori, la vostra carriera. Se avete dubbi, guardatevi il caso di Peter Duesberg a proposito dell'AIDS.

E similmente, anche in ambito non scientifico l'onda mediatica la cavalcano tutti: in radio e altrove di recente vari cretini scrivono e parlano della moda ecologica, del verde che sara' come il nero negli anni 90, di Bono secondo cui tutto quel che si fa per salvare la terra dev'essere sexy, della linea ecologica della Gap, del giovane Rotschild, barone hippy che va al polo con la slitta per salvare la terra. Ajutaaaatemi....

Nigergate, oh dear

Il Nigergate e' la bufala anti-Bush piu' ridicola degli ultimi anni, con il cosiddetto Plame-gate a close contestant (guarda caso i due coinvolti sono marito e moglie, catapultati dalla frenesia liberal su tutti i magazine e addirittura a scrivere biografie milionarie). Ora che e' in corso il processo a Libby, tutti i conformisti liberal e uliviani seguono la leggenda metropolitana alla Bonini-D'Avanzo, ignorando perfino l'ottimo Rocca che in proposito ha scritto molto. Per un sommario di come stanno le cose, leggete questo. Nel piccolo, il Nigergate e' altrettanto folle del presunto inside job dell'11 settembre.

07 February 2007

Vicinanze e connivenze

Seguiti i fatti di Catania solo distrattamente e solo per affinita' non calcistiche con il sotto-Etna, con pena per la vittima e i suoi figli, e con disgusto per il circo calcistico circostante, mi sono balenati davanti (letteralmente: due flash da un giornale sbirciato e da una televisione dell'aeroporto) ieri due minuscoli news items.

Nel primo, un opinionista "illuminato" discorreva di come i violenti da stadio siano facile terreno di caccia per "formazioni di estrema destra violente e pericolose". Immaginario collettivo sessantottardo, e di quelli banali. Ma passi: su quasi tutti i media il picchiatore non e', per definizione e affinita' pacifiste, mai di sinistra; non potendo essere cattolico o centrista per ovvi motivi, e' quindi di destra. E se e' di sinistra, la sua violenza, il suo sfasciamento di negozi, il suo lancio di estintori, etc., sono per la lotta al global warming e al colonialismo economico come ieri per i poveri del mondo e l'altro ieri per le classi oppresse. Minchiate, ma comode al momento del bisogno ideologico.

Il secondo item era una foto o una sequenza in cui un volenteroso copriva con vernice marrone una scritta di cui si leggeva solo "...1000 Raciti" con in vicinanza una falce e martello con stella BR di ordinanza. Analogia inquietante, converrete, con motti di uso e proprieta' intellettuale della nostra sinistra radicale di governo. Disorientato, ho pensato automaticamente - proprio per il condizionamento psicologico di cui al capoverso precedente, che esclude, almeno alla prima reazione, i sinistri dalla potenzialita' di violenza da stadio - al solito stato interessante permanente della mamma delle teste di minchia. Invece, come spesso, sbagliavo. Un articolo di Fausto Carioti, qui, suggerisce un interessante ruolo della sinistra disobbediente (capricciosa, volubile, come si chiama...) proprio in questa specifica nicchia di disobbedienza destabilizzazione destrutturazione. Pensandoci, non sorprende: i gloriosi eredi della lotta di classe, anti-coloniale, anti-capitalista, anti-liberista, continuano ad essere solo, comunque, ed esclusivamente anti, cioe' a rompere i coglioni al resto del mondo. E, tragicamente, anche le teste.