-->

09 February 2007

Miracolo a La Mecca ?

Si dice che sia imminente un accordo tra le fazioni palestinesi alla Mecca. (Sara' pure, a me non sembra. A proposito non vi sembra che, a seguito degli ammazzamenti interpalestinesi, si sia visto assai poco il solito splatter sui morti e i funerali e le disperazioni ? Probabilmente solo i morti per mano dell'odiato sionista sono eleggibili per il global broadcasting.)

Si dice che il principale motivo di disaccordo e' il mancato riconoscimento di Israele da parte di Hamas. Primo, non mi risulta che Fatah (cioe' l'ANP, che per quanto pupazzo della lega araba, un ruolo ufficiale lo aveva) abbia mai riconosciuto ufficialmente Israele. Secondo, non si capisce perche' mai ci si dovrebbe aspettare che lo faccia Hamas: la distruzione fisica di Israele e' missione scritta nero su bianco nel suo charter. A parte che questa storia dei "buoni terroristi" vs i "cattivi terroristi" (una versione "humorous" e' da DryBones) sta a meta' tra la sindrome di Stoccolma e la good cop-bad cop routine, in realta e' ovvio che si tratta di una lotta tribale per il potere (come c'e' stata e c'e' in Afghanistan e Irak) all'ombra del conflitto generale sciita-sunnita, e tra fazioni che sono ambedue ugualmente nemiche di Israele e dell'Occidente, e ugualmente interessate a continuare la lotta per la lotta fine a se stessa in omaggio a una "strategia" suicida ben consolidata (qui un sommario autorevole), e a godere in posizione di potere dei ricchi finanziamenti occidentali a fondo perduto - letteralmente, perche' vengono usati per la pseudo-guerra all'odiato sionista e per mantenere un popolo nullafacente che vive in un autocompiacente vittimismo.

La cui soluzione, citando liberamente V. Davis Hanson, e' semplice: prendere tutti quei livorosi militanti di Hamas che ruminano il loro bolo israeliano per ore al giorno nei caffe' di Gaza, e portarli alle 5 di mattina a ricostruire le serre che hanno demolito e a ri-cominciare ad esportare fiori e verdura in Europa; mobilizzare tutti i porta-katiusha Hezbollah ad imparare l'inglese per fare outsourcing come in India o a montare giocattoli Mattel come in Cina, oppure come l'Irlanda riportarsi a Beirut tutti gli scienziati musulmani che ora sono alla Texas A&M o alla Florida State, per creare una dot.com araba. Ma ovviamente, questo e' impossibile, perche' richiederebbe abbandonare, almeno in parte, il mito dell'uomo nero ebreo o americano, smettere di memorizzare le frasette ad effetto di Michael Moore e Noam Chomsky, e mettere in pericolo l' "onore" permettendo a un figlio di lavorare dove vuole, e a una figlia di vestirsi e sposarsi come le piace, e al vicino di mettersi una croce al collo se gli va. [...] Ogni volta che un mezzobusto vittimista dal Medio Oriente parte con Israele, Bush, Blair, etc. qualcuno dovrebbe interrompere e dire educatamente "Scusate, e' roba vecchia. Basta. Siamo stanchi di sentire lamenti. Go get a life.

Ma invece no: il senso di inferiorita' richiede altri rimedi. E quello andrebbe risolto, ma dall'interno. Mentre i presunti saggi e moderati mediorientali e occidentali - sbagliando di 180 gradi, anzi di piu', multipli di 180 - riescono ad attribuire al conflitto israeliano-palestinese (e quindi a Israele e a quel po' di occidente che lo sostiene) tutti i mali del mondo, compresi quelli economici (non scherzo: questo era il succo dell'intervento del re di Giordania al vertice di Davos: e quel che e' peggio nessuno gli ha tirato le uova).

Infine, come si puo' pensare che lo pseudogoverno e la pseudo-opposizione inventate rispettivamente dall'Iran e dall'Egitto (negli anni '60) di uno pseudo-paese pure inventato dagli arabi, dopo aver rifiutato tutte le soluzioni possibili dalla Balfour ai giorni nostri, dopo aver perseguito una strategia suicida, riescano anche solo ad accordarsi tra loro ? Se ne rendono conto anche alcuni di loro. Ci vuole giusto un miracolo all'ombra della Qaba.

Links to this post:

Create a Link

<< Home