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13 January 2008

Moratoria-2

Ho casualmente scoperto che mesi fa, a seguito di un mio post sul referendum sull'aborto in Portogallo del marzo 2007, sono stato definito "un blogger integralista" (poi corretto in "filoclericale": ma non disturbatevi, integralista mi va benissimo!). Fantastico, converrete, per uno che non si confessa dal 1975, va a messa per matrimoni e funerali, e non ha amicizie nel, o simpatie per il, clero in genere.

Meglio essere piu' chiari. Ci sono tre livelli:

1) personale: ne ho parlato nel post precedente, e su questo nessuno dovrebbe aver da ridire. Di procreazione un pochino ne capisco, se non altro perche' ho tre figli.

2) etico/di principio: sottoscrivo le tesi di Bobbio, sperando che accodarmi a un guru del laicismo intelligente mi faccia rinnovare la patente di integralista. In linguaggio da mercato, pensiamoci prima. Gli anticoncezionali, procedure accorgimenti chimicaglie, esistono per quello. E il frequente uso di fatto della 194 a fini di controllo delle nascite (non mi direte che le ragazzine e giovani che ho visto abortire quest'estate in numero inquietante in soli 4 giorni nell'ospedale in cui attendevo la nascita di mio figlio erano tutte psicofisicamente menomate, no ?) e' vietato nello spirito e nella lettera dalla stessa legge. Per contro, la questione variamente definita diagnostico-terapeutica, correttiva, preventiva, selettiva, e' molto delicata e drammaticamente personale; ma e' innegabile che l'atteggiamento pubblico prevalente tende a confinare con l'eugenetica. O forse meglio si dovrebbe dire, l'atteggiamento della autodefinita intelligentzia, dato i risultati di referendum recenti su temi analoghi.

3) politico: a parte una bella fetta di soi disant progressisti che recitano le solite giaculatorie, ce ne sono anche di -absit iniuria- illuminati. W, per esempio, dato il suo scarso decisionismo, ha fatto una mossa non irrilevante, sollevando gia' i primi 'not in my name' ;). Ritengo che abolire o cambiare sostanzialmente la 194 sia difficilmente proponibile, e nessuno dei proponenti della moratoria lo ritiene fattibile ne' in vero consigliabile. In realta', la legge e' probabilmente un decente compromesso che sposa il male minore: ma, a maggior ragione considerato che son passati 30 anni, andrebbe applicata integralmente e senza l'atteggiamento indifferente indifferenziato relativista che domina su questo argomento (a mio modesto avviso, questo deriva dallo spazio totale lasciato alla discrezionalita' della donna dall'art.4, e dal 6 spazio ampio, come si e' visto in questi anni, ma tant'e', nessuno e' perfetto). Insomma, un ragionamento sulla applicazione di una legge e su problemi etici e diritti/doveri da essa derivanti dovrebbe essere ammissibile in un paese civile. Ma pare difficile, dato che chi lo propone e' tacciato di integralismo e oscurantismo clericale, e quelli che cercano di vietarlo sarebbero gli illuminati aperti progressisti.

Discorso a parte la RU486: se diventasse di uso corrente, il problema assumerebbe tutt'altri contorni, diventando, alla lunga, essenzialmente privato, il che renderebbe rapidamente obsoleta e inutile la legge attuale.

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