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04 February 2008

Ovvieta'

Non capisco gli strilli dei soliti giacobini : i ginecologi romani che hanno recentemente affermato che il feto risultante da un aborto (ha ha) terapeutico va rianimato - se vitale - in ogni caso, indipendentemente dall'eta' gestazionale e anche contro il parere della madre, hanno detto cose che sconfinano ampiamente nell'ovvio e nel gia' detto: un neonato (e tale e' il, per cosi' dire, neo-abortito terapeutico, ha ha), infatti, quale che sia la sua eta' gestazionale, e' un individuo a tutti gli effetti, e come tale gli si applicano tutti i diritti individuali sanciti dalla costituzione e dal resto del corpus legislativo nazionale ed internazionale inclusa la dichiarazione dei diritti dell'uomo. Lo dice pure la 194 (art.7).

Il parere della madre (a parte che dubito che le venga chiesto e che sia in grado di esprimerlo in simili momenti) e' ovviamente del tutto irrilevante una volta che e' avvenuta la nascita - o come volete chiamarla. Giuridicamente, una madre che non soccorre (o nega il soccorso a) un neo-abortito vitale e' equivalente a una che lo butta nel cassonetto.

Quel che, invece, dicono questi signori e' ovvio: che abbia L, M, o N settimane, se e' vitale dopo l'aborto (nascita indotta), va soccorso. Il contendere di tutte le chiacchiere sul tener conto dei progressi della scienza etc etc e' il limite legale (art.7 succitato) per praticare l'aborto (ha ha) terapeutico, limite che ha lo scopo evidente di evitare che il neo-abortito nasca vivo, e quindi vada assistito come qualunque nato vivo.

[Concettualmente, lo stesso scopo, ahem, preventivo, lo perseguiva la partial birth abortion - deboli di cuore astenersi - usata negli USA fino alla proibizione da parte dell'amministrazione Bush nel 2003.]

Ho notato che 60% e 70% di voti di sondaggio su Corrierino e Rep sono contro questo pronunciamento. O la gente non capisce una sega nemmeno delle cose ovvie, o, piu' facilmente, vince la disinformazione e/o il disinteresse e/o la terminologia volutamente fuorviante. Si parla di "feto", per suggerire l'idea del "grumo di cellule" - la definizione che molti danno dell'embrione : ma un corpo vivente di 60 giorni di gestazione, formato, con cuore battente piedi mani testa e, a maggior ragione, un feto di 4 mesi praticamente pronto a vivere non sono grumi di cellule. Si parla di "rianimare", suggerendo il riportare in vita un morto: mentre si tratta del cercare di impedire la morte altrimenti inevitabile di un individuo in condizioni di grave pericolo (tipo: uno con un collasso e il battito a 40, uno con un arresto cardiaco, uno in coma, uno con una grave ferita sanguinante).

Cioe', e a mo' di riassunto: se il neo-abortito non ne vuol sapere della 194, e si muove e piange nonostante i proclami dei soliti noti, succede che a) e' vivo, b) e' un individuo protetto dalla legge e indipendente da sua madre, c) e' in grave pericolo di vita. Va da se' che il medico deve - dovrebbe - soccorrerlo, sotto la spada del codice penale e di quello di Ippocrate.

Update - Livia Turco, Ministro della Sanita': "É una crudeltà insensata voler rianimare un feto contro la volontà della madre". A parte chiedersi sommessamente se non sia per caso una crudelta' primariamente eliminare il bambino: fosse la Bonino, ancora, ma il Ministro della Sanita'... Questo paese, pur di Pulcinella, ha veramente bisogno di un nuovo governo.
Update 2 - La Turco spiega (corregge ?) il suo punto di vista in una lettera al Foglio, e sembra abbastanza plausibile. Puo' essere, e questo e' quasi peggio, che chi dice bestialita' o interpreta in quella chiave discorsi sensati, siano i chiosatori (giornali, televisione, mezzecalze politiche, etc.). Questo paese, comunque, continua ad aver bisogno di un nuovo governo.
Update 3- Tra i chiosatori ideologici e ad effetto, spiccano Michele Serra, demolito simpaticamente sul Foglio oggi venerdi' 8/2/08, e Adriano Prosperi demolito invece su quello del 7/2. Gia' che ci siamo, se non si fosse capito, questo paese ha sempre piu' bisogno di un nuovo governo.

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