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04 November 2008

Seriamente

Obama, con tutto il culto della personalita` e il ridicolo bias mediatico (negli USA: in Italia meglio nemmeno parlarne), e' una incognita per gli Stati Uniti. E' ragionevole temere che sia veramente quello che i detrattori sostengono che sia: ovvero, in estrema sintesi, il portabandiera di una politica economica, sociale, e internazionale di tipo europeo (con il supporto del Pelosi-congress, oltretutto).

Ovviamente i nostri sinistri lo adorano (adorerebbero) proprio per quello: interventismo statale in economia, tassazione e spesa pubblica aumentata, redistribuzione forzata del reddito, multilateralismo / dialogo / diplomazia in politica estera (tendenziale atteggiamento anti-israele/pro-palestinese, apertura verso i caudilli di mezzo mondo tipo Venezuela, Iran, Siria, etc.), aborto a go-go con supporto statale, unificazione post-razziale.

Ovviamente, chi come me lo avversa lo fa proprio perche' apprezza le stesse cose con il segno cambiato. (L'unificazione postrazziale, logicamente, piace anche a me: ma quella di Obama in realta' non lo e' - contrabbanda invece sotto mentite spoglie una rivalsa e una nuova contrapposizione razziale. Dopo tutto e' li` che ha lavorato per anni.)

Purtroppo non e' solo affare interno degli USA, sia perche' la politica economica americana determina anche quella del resto del mondo, sia perche' l'America ha un record solido nella benemerita (ma da noi vituperata) attivita` di salvarci o proteggerci il culo dalle minacce internazionali, e una presidenza Obama decisamente potrebbe cambiare direzione.

Non staro' alzato stanotte. E se il mio giovanotto si sveglia verso le 3 come capita ogni tanto, cercherò di forzarmi a non accendere la TV. A domani, e forza Mac !

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