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22 September 2009

Neuroparlamento e "pacifisti" compulsivi

Che razza di tiranno è uno che ricorre all'arbitrato della magistratura, cioè di un soggetto terzo e di un potere giudiziario, per giunta tutt'altro che compiacente verso di lui, per dirimere una controversia con la stampa? Fa ridere, e poi piangere, solo immaginare Stalin che querela Trotzky anziché farlo massacrare.

Il parlamento europeo deve votare una mozione di Di Pietro contro Berlusconi e le sue querele.

Questa gente che denuncia un'inesistente perdita della libertà in Italia è divisa tra rozzi giacobini aglio-oglio-e-ghigliottina che ignorano la storia e non sanno cosa voglia davvero dire perdere la libertà; e rancidi intellettuali, magari comunisti e teorici non pentiti della violenza, in preda a deliri maniaco-depressivi. Gente che ha perso il senso della misura e della realtà, della storia e della verità. Sarà poi divertente spiegare all'Europarlamento che una querela fatta a un giornale dal presidente Berlusconi è una minaccia alla libertà mentre una querela fatta a un giornale dal presidente Fini è una difesa della libertà. Si dovrà ricorrere ad Orwell e alla neolingua per spiegare la differenza abissale tra due cose identiche. Chiamate un'ambulanza; questa non è un'Europa normale. L'ideologia è morta ma i suoi fetidi miasmi ammorbano teste, testate e partiti.

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Nel frattempo i pacifinti, stavolta addirittura inclusi i preti, vomitano sui caduti in Afghanistan. Il bene e il male, sappiamo riconoscerli, per fortuna.

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