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10 September 2010

Double standards dell'11 settembre

Bruciare Corani è certamente una cosa disdicevole, dato che un miliardo e mezzo di persone se ne sentono offese, e potrebbero reagire, ehm, scompostamente così come a suo tempo successe per Maometto rappresentato in vignette o disegni.

Di contro, però, è vero che per i rimanenti cinque miliardi e mezzo di persone sul pianeta (me compreso), il Corano e' semplicemente un libro. E pure che offese peggiori ad altre religioni (quella cristiana tra tutte) avvengono continuamente senza suscitare scandali e lamentazioni e minacce di rappresaglia e lezioni di buone maniere dai soli professorini: ad esempio, certe "opere d'arte" consistenti in crocifissi immersi nell'urina, o madonnine spalmate di letame.

Tanto che (sedicenti ?) cristiani non solo non protestano, ma anzi non si fanno scrupolo di bruciare loro stessi abbondanti copie della Bibbia come fossero cerini, sempre per compiacere i soliti noti.

E infine è vero che è altrettanto inqualificabile (anzi molto di più: perchè il rogo di libri è una brutta cosa, ma non ammazza nessuno) costruire luoghi di culto islamico trionfalistici sul sito dove tremila persone sono state macellate da gente dichiaratamente motivata dal, e anzi esplicitamente in nome del, credo islamico stesso.

Questo doppiopesismo fa abbastanza vomitare. Non che sia una novità, ma fa vomitare lo stesso.

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