-->

03 December 2010

WWWW - What's Wrong With Wikileaks

T. Dalrymple sul City Journal (traduzione mia).

Non avevamo bisogno di Wikileaks per sapere, tra l'altro, che il presidente francese Nicolas Sarkozy è un uomo volgare con inclinazioni autoritarie, o che Silvio Berlusconi è interessato al sesso. Non è nemmeno particolarmente rassicurante vedere le nostre autonome valutazioni confermate dai dispacci diplomatici americani: perchè, avessero detto alcunchè di diverso, non ci avremmo creduto in ogni caso.

Passato l'iniziale brivido di piacere per l'imbarazzo dei potenti, simile alla soddisfazione di vedere un tizio tronfio e pomposo
scivolare su una buccia di banana, diventa evidente il vero senso della più grande pubblicazione di documenti segreti della storia (quantomeno, senza la caduta militare di una grande capitale). Rivelare di un segreto non è sempre indesiderabile o eticamente ingiustificato, ed è banale la scoperta degli abusi del potere, e della necessità di bilanciarli con un potere di contrappeso - spesso, quello dell'esposizione pubblica. Ma WikiLeaks va molto oltre il rendere pubbliche delle malefatte, o supposte tali: fa inavvertitamente il gioco del totalitarismo.

L'idea dietro WikiLeaks è che la vita deve essere un libro aperto, che tutto quel che si dice e si fa dovrebbe essere immediatamente reso noto a tutti, che non dovrebbero esserci accordi, atti, o conversazioni segrete. Nella visione di WikiLeaks, nessun individuo e nessuna organizzazione dovrebbe avere alcunchè da nascondere. Non vale quasi la pena di discutere questa visione infantile della vita.

Il probabile vero effetto di Wikileaks sarebbe precisamente opposto a quello che ufficialmente si prefigge. Ben lungi dal contribuire a un mondo più aperto, lo renderebbe molto più chiuso. La segretezza, o meglio la possibilità della segretezza, non è nemica della franchezza, ma al contrario sua precondizione essenziale. WikiLeaks seminerà sfiducia e paura di esprimerci apertamente, temendo che quel che diciamo sia registrato dall'interlocutore e usato contro di noi (magari da altri). Questo nella sfera pubblica o ufficiale come in quella privata. Una cortina di ferro discenderebbe sul mondo intero. Verrebbe imposto un presunto regno della virtù, dove si direbbe quel che non si pensa e si pensa quel che non si dice.

La dissoluzione della distinzione tra sfere pubblica e privata è sempre stato un obiettivo del totalitarismo. Aprire e leggere la posta elettronica altrui non è diverso dall'aprire e leggere la normale corrispondenza. In sostanza Wikileaks si attribuisce, con notevole arroganza morale, il ruolo di censore mondiale. Se pure ha messo alla luce alcuni mali, o reso pubbliche alcune verità necessarie, questo fine non giustifica i mezzi.

Links to this post:

Create a Link

<< Home